La dipendenza da smartphone è emergenza

Dipendenza da smartphone

di Antonella Salvatore

Alla ripresa delle lezioni il liceo Malpighi di Bologna ha vietato l’utilizzo degli smartphone a scuola. E dopo Bologna pare che anche Ravenna farà lo stesso. Ma potrebbero essere presto più numerose le scuole che decideranno di togliere gli smartphone ai propri studenti prima dell’ingresso in classe. E d’altronde il decreto 104 del 2007 indica chiaramente che, si, gli studenti possono portare il cellulare a scuola, ma questo deve restare sempre spento, non possono essere scattate foto, fatti video, violata la privacy di studenti, professori e personale scolastico. In altre parole, lo smartphone si può utilizzare solo fuori dalla scuola.

Nomofobia

E come non sostenere la scelta del liceo di Bologna? La dipendenza dagli smartphone, quella che gli esperti chiamano nomofobia, dilaga oramai tra le nuove generazioni. Il termine nomofobia deriva dall’inglese no-mobile-phone-phobia, ossia la paura di non avere con noi il telefono cellulare, e quanti non hanno già provato ansia e smarrimento quando, usciti di casa, si sono accorti di aver lasciato lo smartphone a casa? Il telefonino sembra essere diventato un prolungamento della mano, una sorta di supporto psicologico, e la pandemia ha sicuramente peggiorato la situazione. Secondo recenti dati, pare che l’ 82% dei giovani sia a rischio nomofobia, un dato allarmante che sicuramente deve far correre ai ripari. 

Come si riconosce la dipendenza da smartphone? 

La dipendenza riguarda principalmente gli adolescenti, ma anche tante persone adulte sono nella stessa situazione. I dipendenti toccano il loro telefono in ogni momento di vuoto e controllano continuamente se hanno avuto messaggi. Oppure vanno su video e social, perché se non lo facessero avrebbero il timore di perdersi qualcosa. Inoltre, ogni notifica o suono risulta più importante di qualsiasi altra cosa, anche di una conversazione che si sta avendo con qualcuno. Peggio, quando lo smartphone distrae chi sta guidando l’automobile. La guida distratta, la cui principale ragione è proprio lo smartphone, sta in cima alle lista delle cause di incidenti stradali (23.802 incidenti nel 2020, 2.395 vite spezzate).

Come combattere la dipendenza?

Chi dipende dagli smartphone ha gli stessi atteggiamenti di chi dipende da sostanze stupefacenti, ossia la totale mancanza di controllo su un’ abitudine. Se di una abitudine non possiamo fare a meno allora si chiama dipendenza. Gli esperti suggeriscono varie tecniche di “disintossicazione”. Ad esempio, disattivare le notifiche dei messaggio, porre il telefono in silenzioso per molte ore, tenerlo lontano da dove siamo, oppure fare meditazione durante le pause, piuttosto che toccare in maniera compulsiva lo smartphone. La dipendenza da smartphone può raggiungere livelli gravi. Da anni in Corea del Sud ci sono centri di disintossicazione da questa dipendenza e nel 2019 abbiamo iniziato anche noi, con la prima clinica aperta a Milano.

Foto di Creative Christians su Unsplash

OCL

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