Studenti alle prove Invalsi

studenti

di Antonella Salvatore

Anche quest’anno tutte le scuole d’Italia, di ogni ordine e grado, hanno visto i propri studenti impegnati con le prove Invalsi. Gli studenti italiani, da nord a sud, hanno messo alla prova le proprie competenze in matematica e italiano, in alcuni casi anche nella lingua inglese.

Prove Invalsi 2022

Gli studenti alle prove Invalsi 2022 sono stati molti. 920.000 studenti delle scuole primarie, 545.000 delle scuole secondarie di primo grado e 953.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Venendo ai risultati, resta in generale il divario di competenze tra le regioni. Per la lingua italiana, gli studenti di seconda elementare in Molise, Lazio, Umbria e Valle D’Aosta superano la media nazionale, mentre la maglia nera spetta alla Sicilia. In quinta elementare Umbria e Valle D’Aosta continuano ad essere le migliori, mentre la Sicilia resta ultima in classifica insieme con la Calabria. Con riferimento alla matematica, in seconda elementare l’unica regione al di sopra della media italiana è il Molise, mentre la Provincia Autonoma di Bolzano registra la performance peggiore. In quinta elementare Umbria, Marche, Molise e Basilicata sono le migliori, mentre Sicilia, Calabria e Sardegna hanno una performance al di sotto della media. Complessivamente, i risultati delle scuole primarie restano quasi invariati; peggiorano le competenze matematiche, migliorano quelle d’inglese.

Performance molto basse in quinta superiore

Alcune considerazioni sugli studenti di quinta superiore, per cui emergono i dati più preoccupanti. Dopo tredici anni di studio soltanto il 52% dei maturandi ha un livello accettabile di italiano, percentuale che scende al 50% per quanto riguarda la matematica. Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna restano al di sotto della sufficienza per l’italiano, e a loro si aggiunge il Lazio per le competenze matematiche. Sicuramente dopo l’emergenza scuola causata dalla pandemia, si intravedono segnali di miglioramento, ma i dati italiani restano ancora lontani dall’eccellenza e, in molti casi, dalla sufficienza.

Dispersione scolastica

Nell’analisi dei dati l’Invalsi fa riferimento ad una “dispersione scolastica implicita”. Questo sta a significare che sono ancora troppi gli studenti che non raggiungono un livello accettabile nelle materie oggetto di valutazione. Questa cosiddetta “dispersione implicita” passa dal 9,8% del 2021 al 9,7% del 2022. Si tratta di un miglioramento lieve, che probabilmente mostra un’inversione di tendenza, ma  ancora presto per dirlo. A questa percentuale, occorre poi aggiungere la vera dispersione scolastica, pari oggi al 13,5%, con punte superiori al 18% in alcune regioni del sud. Un cammino ancora lungo per il nostro paese, ben lontano dall’obiettivo dell’UE di scendere sotto il 10% di dispersione scolastica entro il 2020.

Foto di MChe Lee su Unsplash

OCL

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