L’innovazione nel business

innovazione business

di Andrea Ciancarelli

Quando ci troviamo di fronte ad un’idea o allo sviluppo di un nuovo business, dobbiamo tener presente che, nel corso degli anni e nei vari mercati, tutto è stato già inventato. Ma, e questo è un “ma” decisamente intrigante, ogni tanto qualcuno riesce a reinterpretare un settore così bene da far emergere inevitabilmente qualcosa di davvero innovativo.

Cosa vuol dire innovare

Ovviamente innovare significa affrontare più di qualche sfida perché, quando ci si trova a rivoluzionare un sistema, tutto è ancora più complesso del normale. Ma quando ci si riesce,  la cosa si fa davvero interessante. Va detto però che queste sono situazioni decisamente rare, perché riuscire a cambiare un settore intero, o addirittura crearne uno inesistente, non è cosa da poco. Ma se si vuole tentare, sarà bene tenere a mente questi tre step. In primis, è necessario centrare in maniera piuttosto precisa una domanda latente di cui, nella maggior parte dei casi, perfino il target stesso è inconsapevole. In secondo luogo, si deve risolvere un gap, che può essere di prezzo, di servizio o di prodotto. Infine, va colto il momento più opportuno in cui il mercato è pronto ad accogliere questa novità e, magari, a replicarla attraverso un modello di sviluppo in franchising. Allineare questi tre passaggi è piuttosto difficile, anche perché, come credo si evinca, non tutto dipende dall’imprenditore. Per dare un esempio basato sulla mia esperienza, in quindici anni ho avuto la fortuna di partecipare a solo due progetti di questo tipo. 

Le tecniche per proporre l’innovazione nel business

Ad ogni modo, proviamo ad approfondire i tre punti sopra citati. Per individuare una domanda latente occorre necessariamente essere un po’ visionari, un po’ folli se vogliamo, ma anche fortunati. Non prendiamoci in giro, la sorte, a volte, è una componente importante. C’è da conoscere davvero bene il mercato in cui vogliamo entrare, serve un’esperienza consolidata, e bisogna avere una conoscenza approfondita del target segment, sapersi immedesimare nei loro bisogni e desideri, ed essere pronti a provare una nuova strada per soddisfarli meglio di quanto l’offerta attuale non sia in grado di fare. In un certo senso, possiamo dire che occorre anticipare i bisogni e i desideri del nostro pubblico. Relativamente al secondo aspetto, è importante avere una certa dimestichezza con il prodotto o con il servizio che si vuole offrire e con tutte le varie componenti che gli girano intorno. Infine, bisogna creare awareness perché i consumatori a volte vanno “educati”, avviati all’utilizzo di nuovi prodotti. Non tutti coloro che hanno un bisogno spesso sanno davvero di averlo, soprattutto quando il prodotto o servizio di cui necessitano non è ancora presente sul mercato, o viene offerto a prezzi inaccessibili. Ma presentare l’offerta nel modo giusto, in termini di posizionamento, prezzo, caratteristiche di prodotto, rappresenta il punto d’incontro tra offerta e domanda.

Mentalità sbagliata e burocrazia, due possibili impedimenti per chi vuole innovare

Arrivati a questo punto, è forse il caso di introdurre anche un quarto aspetto. Va affrontata la rigidità delle procedure burocratiche e delle impostazioni datate degli uffici di competenza che poco si prestano a visioni nuove e innovative. Qualora questo accadesse, servono una buona dose di pazienza e di creatività. Occorre lavorare per trovare la giusta strategia per presentare il progetto creando una interpretazione plausibile e “digeribile” per chi dovrà rilasciare una eventuale licenza o effettuare un controllo. Detto questo, non dobbiamo pensare che l’innovazione riguardi solo l’idea di business. Bisogna ingegnarsi non poco anche per cambiare la mentalità di chiunque entri in contatto con la nostra impresa. Ma riuscirci, andare fino in fondo, significherebbe allora arrivare lì dove in pochi hanno la voglia, le capacita’ e, perché’ no, la fortuna di arrivare.

Foto di Kaleidico su Unsplash

OCL

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