Professioni del futuro già presente

professioni futuro

di Andrea Bellezza

Sono molti gli autori e le organizzazioni che portano avanti studi e ricerche sul tema dei lavori del futuro, territorio cruciale per orientare lo sviluppo della società-mercato. Più in generale quasi tutti i mostri sacri della ricerca, pubblici e privati, si avventurano su questo argomento tanto significativo quanto delicato, ma tra i tanti spunti trovo di particolare interesse il lavoro svolto dal ‘Center for the future of work’ di Cognizant. 

I principi

Prima di citare alcune di queste auspicate professioni, un cenno ad alcuni dei fondamenti della discussione, che pure ritroviamo nel più ampio dibattito. Il primo: il lavoro cambia e si evolve fin da quando esiste l’uomo. Il secondo, la tecnologia è un elemento centrale di questo processo di cambiamento e muta molti aspetti della società e della cultura. Terzo: se è vero che l’uomo ha bisogno della macchina, lo è altrettanto che la macchina necessita dell’uomo. Quarto, la tecnologia risolve problemi certamente, ma ad ogni passo ne genera di nuovi da risolvere. Quinto: molti lavori sono ancora poco appassionanti, o addirittura spiacevoli. Sesto ed ultimo principio: non dobbiamo mai sottovalutare l’immaginazione (e l’ingenuità) degli esseri umani. Già dai principi che ispirano questi studi è evidente che, se la tecnologia gioca un ruolo importante nella questione, è nel ponte tra invenzione ed adozione, tra tecnologia e società, che si gioca la vera partita – quindi nei processi di innovazione.

I temi chiave

Questa considerazione si rafforza ulteriormente se diamo un’occhiata ai temi chiave su cui si orientano tali lavori del futuro. Innanzitutto la connessione tra esseri umani e macchine, nella creazione di esperienze, interfacce e processi. A seguire il supporto alla crescita delle persone in qualsiasi campo del sapere e del saper fare. Infine, cura della salute e del benessere. Tutti territori, e non è certo un caso, dove l’intelligenza artificiale trae gran frutto dalla collaborazione con quella umana, diventando intelligenza ibrida, o in termini più suggestivi intelligenza aumentata. 

Professioni del futuro

Ma quali sono queste professioni del futuro? Nella matrice di sintesi di Cognizant, che li distribuisce in relazione al peso della competenza tecnologica e del tempo in cui si affermeranno, troviamo tra gli altri: 

  • IT facilitator, aiuta le persone ad interagire proficuamente con la tecnologia;
  • data detective, scova e soprattutto restituisce significatività ai tanti dati disponibili in relazione ad istanze specifiche; 
  • AI business developer, valorizza in termini di business il contributo dell’intelligenza artificiale;
  • AI assisted healthcare technician, supporta la filiera della medicina e del benessere nel corretto uso dell’intelligenza artificiale; 
  • walker/talker, accompagna i clienti dialogando con loro;
  • cyber city analyst, sintetizza la complessità delle città 4.0 per preservarne il benessere;
  • man-machine teaming manager, gestisce e armonizza gruppi di lavoro con intelligenze artificiali ed umane;
  • financial wellness coach, accompagna nei processi di educazione e pratica finanziaria;
  • chief trust officer, vigila all’integrità e alla credibilità delle organizzazioni in relazione alle criptovalute;
  • virtual store sherpa, guida i clienti nei meandri dello shopping virtuale e del social ed e-commerce;
  • personal data broker, gestisce, preserva e vende i dati personali;
  • personal memory curator, aiuta a curare le memorie virtuali delle persone;
  • augmented reality journey builder, crea esperienze in realtà aumentata, collaborando con tecnici, autori ed artisti.

Conviene decisamente approfondire, queste sono solo alcune delle intuizioni su cui questi visionari ricercatori pubblicano fin dal 2017. Alcune forse potranno sembrare avventate e magari lo sono anche, ma molte altre sono professioni già attive sul mercato, che rappresentano proficue e, perché no, appassionanti opportunità di crescita. Senza dubbio c’è da divertirsi. 

Foto di Simon Abrams su Unsplash

OCL

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