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Italiani, libri e librerie

di Antonella Salvatore

Qual è il rapporto degli italiani con i libri e le librerie? La pandemia ha modificato le nostre abitudini? Occorre dirlo, non siamo mai stati grandi lettori, e ci siamo trovati spesso agli ultimi posti nelle classifiche UE per numero di libri letti in un anno. Tra il 2018 e il 2020 la percentuale di coloro che possiamo considerare lettori è scesa dal 65% al 58%. Inoltre, contrariamente a quanto potremmo pensare, il lockdown non ha affatto migliorato la situazione nel nostro paese. Il 50% di chi leggeva in passato ha smesso di leggere durante la chiusura imposta dal coronavirus.  

Il crollo della produzione cartacea

Negli anni è inevitabilmente scesa la produzione di libri cartacei. Di contro, abbiamo avuto un incremento nell’utilizzo degli ebook, in Europa così come nel nostro paese. Lo stesso primo produttore europeo di libri, la Germania, ha notevolmente ridotto la propria produzione con l’avvento del digitale. Parlando di ebook, l’ISTAT ci fa notare che l’Italia ha ampi margini di sviluppo in questo senso. Siamo passati dal 35,8% di libri digitali nel 2016 al 40% nel 2018. Inoltre, la produzione degli ebook tende a prevalere per ambiti molto specifici quali i gialli (82,1%), l’attualità (56,1%) e l’informatica (62.1%).

Perché favorire la produzione digitale

Gli ebook, tanto criticati perché mettono in pericolo le librerie, soprattutto quelle piccole e indipendenti, sono anche detestati dagli amanti della lettura dei libri cartacei. Innamorati dell’odore della carta (e come non esserlo?) se escludiamo i giovanissimi, noialtri associamo il libro cartaceo alla scuola, al senso della scoperta e della conoscenza. Eppure, noi amanti della carta dobbiamo ammetterlo. I libri elettronici sono di gran lunga più sostenibili. Non inquinano l’ambiente, non ingombrano e sono facilmente trasportabili. I vantaggi sono numerosi per i lettori e non solo. Forse dovremmo iniziare ad immaginare un futuro senza carta. Le stesse librerie, per quanto doloroso, dovrebbero probabilmente ripensare il proprio store concept.

I negozi “click and brick”

La stessa Amazon, che ha iniziato nel mondo dell’e-commerce proprio vendendo libri, ha aperto librerie reali, all’interno delle quali i lettori possono scegliere libri cartacei e ebook, libri virtuali. Una libreria ibrida quindi, quello che gli addetti ai lavori chiamano “click and brick stores”, traducendo “negozi di mattoni e di click”. Una battaglia interiore, quella tra carta e digitale, prima ancora che una questione di business e di volumi di vendita. Ma dobbiamo ammettere tutti che la pandemia ha accelerato un processo che era già in moto. Il futuro che ci aspetta sembra avere sempre più i contorni dell’ibrido che del fisico. Negozi click and brick, istruzione blended, ristorazione ibrida, solo per citare alcuni esempi. Potrebbe essere questo lo scenario delle librerie del futuro?

Foto di Robinson Greig su Unsplash

OCL

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