Service learning, formazione al servizio degli altri

Service learning

di Serena Selvarolo

Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un forte aumento del senso di responsabilità individuale rispetto al bene comune e al sostegno sempre maggiore nei confronti dei soggetti più deboli. Le esigenze di una società più al servizio degli altri e attiva nel suo senso civico, hanno prodotto bisogni formativi che riuscissero a rispondere allo sviluppo di nuove competenze teoriche e pratiche professionalizzanti. La risposta è arrivata dall’ideazione di una metodologia didattica innovativa denominata Service Learning Abbiamo approfondito la tematica con la Prof.ssa Antonella Salvatore, che cura questo programma presso la John Cabot University di Roma.

Che cos’è il Service Learning e come è organizzato e gestito in John Cabot University?

Il Service Learning, ampiamente diffuso nel mondo americano ed anglosassone, rappresenta una proposta formativa che si basa su due aspetti. Quello pratico legato al mondo del volontariato, al lavoro con le fasce dei vulnerabili (service), e quello dello sviluppo delle competenze (learning) relativo all’apprendimento e alla formazione. Questo programma prevede momenti di formazione durante l’anno, grazie ad esempio all’intervento di professionisti del mondo del no profit, professori ed esperti. Al tempo stesso, dopo aver fatto un numero di ore di volontariato, gli studenti si possono candidare per stage all’interno di organizzazioni che operano in ambito umanitario.

Il Service Learning può sostenere lo sviluppo del senso di responsabilità nei giovani studenti e favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro?

Questo modello formativo sviluppa un forte senso di responsabilità ma, soprattutto, aiuta i giovani a lavorare sulle proprie soft skills. Grazie a questo programma gli studenti possono sviluppare empatia, intelligenza emotiva, senso di appartenenza alla comunità. Moltissimi datori di lavoro, anche in ambito for-profit, preferiscono i giovani candidati con esperienze pregresse in ambito Service Learning. Non solo, questo programma aiuta tutto coloro che ricercano lavoro in ambito umanitario. Oggi è praticamente impossibile lavorare per enti no-profit o grandi organizzazioni internazionali che operano in campo umanitario senza aver svolto volontariato e acquisito determinate competenze, tecniche e non.

Come incide l’applicazione del Service Learning sullo sviluppo dell’organizzazione e del territorio nel quale si svolge?

Il programma di Service Learning favorisce anche l’integrazione con la comunità locale e permette agli studenti (e quindi alla stessa università) di essere più vicina al suo territorio. Grazie a questo progetto i giovani comprendono le problematiche sociali di gruppi di popolazione con cui, altrimenti, non avrebbero modo di entrare in contatto. Il Service Learning aiuta a capire il tema dell’integrazione e dell’inclusione di fasce di persone che spesso sono escluse dalla vita normale di uno studente. Entrare in contatto, e comprendere, i discriminazione, vulnerabilità, sofferenza fa crescere i ragazzi, e li rende cittadini consapevoli delle proprie azioni.

Il Service Learning si sta rivelando quindi, un metodo formativo sempre più efficace per innovare la didattica universitaria e incorporare il tema della responsabilità civica nella formazione curricolare degli studenti. Una buona e raccomandata pratica pedagogica nella quale i concetti di inclusione e sostenibilità passano dalla teoria alla pratica, contribuendo alla formazione di coloro che determineranno il futuro della nostra società.

Foto Pixabay

OCL

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