Microcredito, come funziona

Microcredito

di Andrea Ciancarelli

Uno degli strumenti più utili e funzionali per fare impresa in Italia è sicuramente il microcredito, ma non tutti lo conoscono a dovere. C’è confusione su questo argomento, persino in banca. Eppure per molti potrebbe essere un vero e proprio trampolino di lancio verso l’autoimpiego e lo sviluppo di una piccola impresa. Proviamo allora a capire cos’è il microcredito e come funziona.

Il microcredito, non solo un piccolo prestito

Quando ci riferiamo a microcredito non parliamo solo di un piccolo prestito ma di molto altro. L’importo è comunque un importo contenuto. Tuttavia, nella primavera 2020, con il Decreto Cura Italia, il massimo finanziabile è stato aumentato da 25.000€+10.000€ a 40.000€+10.000€, e questa è già una buona notizia.  Veniamo ora alle caratteristiche specifiche. In primis, deve esserci la presenza di un tutor. Si tratta di un esperto d’impresa accreditato nelle liste dell’Ente Nazionale per il micorcredito che, insieme all’imprenditore, verifica la bontà del progetto, prepara un Business Plan e, qualora lo valutasse sostenibile, avalla la garanzia del Fondo per le PMI.

Una garanzia per sviluppare la propria impresa

Inoltre, esiste proprio una garanzia fornita dallo Stato. Uno dei grandi vantaggi del microcredito infatti è che non servono garanzie, o meglio, non per l’intero importo. Una volta che la sostenibilità sia stata verificata dal tutor, e che la Banca abbia verificato l’assenza di negatività sul profilo dell’imprenditore, il Fondo di Garanzia per le PMI rilascia una garanzia per l’80% dell’importo richiesto. Questo vuol dire che su 40.000€ di richiesta, ben 32.000€ sono garantiti da un Fondo solo sulla base del Business Plan del tutor. Ed essendo questa una garanzia a prima escussione, ecco che la richiesta di credito diventa decisamente appetibile anche per la Banca stessa.  La garanzia sul restante 20% solitamente la Banca la richiede direttamente all’imprenditore e per poterla coprire servono garanzie personali (non reali). Diciamo anche che se non siamo in grado di garantire anche solo 8.000€, forse non sarebbe il caso di lanciarsi in un’impresa. Infine, il finanziamento va restituito in rate mensili (o al massimo trimestrali). Il rimborso deve avvenire entro un periodo che non può superare i sette anni, o dieci nel caso di imprese che si occupano di corsi di formazione. Non ci sono indicazioni invece sul tasso di interesse, per il quale ogni Banca può muoversi come ritiene più opportuno, sempre e comunque al di sotto dei limiti antiusura.

Chi può avere accesso al microcredito

Chiarito cosa è il microcredito e come funziona, cerchiamo di capire ora chi è che può richiederlo. Innanzitutto, è bene sottolineare che al momento della domanda dobbiamo già disporre di una P.IVA, non si finanziano le persone fisiche. Si può scegliere tra autonomi, ditte individuali, società di persone o tra professionisti, cooperative con P.Iva e, al massimo Srl semplificate (non la classica). Tutte le altre impostazioni non sono ammesse. La Partita Iva deve avere meno di cinque anni e, in base al tipo di società, non si può superare i cinque o i dieci dipendenti.

Le caratteristiche specifiche del microcredito

Esistono poi dei limiti economici che, se superati, escludono direttamente dalla richiesta. Nello specifico, negli ultimi tre anni non bisogna aver avuto un attivo patrimoniale superiore ai 300.000€, un fatturato annuo superiore ai 200.000€ e un indebitamento finanziario (non commerciale) non superiore ai 100.000€. I settori relativi alla richiesta quasi tutti, salvo qualche piccola settore un po’ particolare, come per esempio le imprese assicurative. E per cosa possiamo usare questo il capitale finanziato? Il microcredito disciplina anche questo, ma è decisamente largo di manica. Sono inclusi beni e materie prime o di rivendita come strumentali, approvvigionamenti, acquisto servizi strumentali compresi leasing e assicurazione, retribuzione dipendenti o soci lavoratori e corsi di formazione.

Tutto quello che serve per una start-up

Nei primi due casi, quindi, se parliamo di beni strumentali, acquisto materie prime o servizi è possibile richiedere altri 10.000€ nel post-apertura, che accompagnano l’importo massimo finanziabile. Questo incremento è accessibile solo se avremo dimostrato puntualità nei pagamenti per almeno sei mesi e se l’andamento dell’attività sarà vicino alle previsioni del Business Plan del tutor.  Insomma, oltre al prestito iniziale, si può disporre anche di un’ulteriore, piccola iniezione di liquidità. Bene, se stavate pensando di avvalervi del microcredito, ora avete un quadro piuttosto completo del funzionamento di questo straordinario strumento per il quale, non guasta mai ricordarlo, l’istruzione della pratica deve sempre essere gratuita. Quando andiamo in banca, o quando ci rivolgiamo a qualche professionista o impresa di credito, quello che viene proposto come microcredito non sempre è davvero tale. Quelli che vi ho elencato sono i principi su cui regge il credito ex 111 del TUB (Testo Unico Bancario). Diffidate dalle imitazioni.

Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay

OCL

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