Un caffè con la prof.

debolezza colloquio

Rubrica di orientamento al lavoro di Antonella Salvatore

«Mi indichi una sua debolezza»

«Mi indichi una sua debolezza» può essere una domanda molto comune ad un colloquio di lavoro così come quella di indicare un proprio punto di forza. Tuttavia sono pochi i candidati in grado di fare un’analisi oggettiva e chiara dei propri limiti. Vediamo in che modo si risponde a «Mi indichi una sua debolezza».

Non bisogna mentire

Innanzitutto occorre evitare di mentire, non serve nascondere i propri difetti. Nessuno è perfetto e questo lo sa bene anche chi si occupa di risorse umane e di selezione del personale. Inutile apparire perfetti, l’importante è essere le persone giuste per la posizione di lavoro per cui ci stiamo presentando. Al contrario, alla domanda si risponde in maniera chiara e sincera, indicando una o due debolezze o aree di miglioramento. Ma soprattutto, quello che occorre fare è spiegare cosa stiamo concretamente facendo per migliorare. Ad esempio, non è sufficiente dire “la timidezza è uno dei miei difetti, faccio fatica a costruire la relazione con gli altri per questo motivo”. Sarà anche importante spiegare cosa stiamo facendo per superare la timidezza, per esempio raccontare che ci siamo iscritti a un corso di public speaking per imparare a parlare in pubblico, oppure che facciamo sport di gruppo per stare con gli altri.

Quanto ci conosciamo?

Chi fa la domanda vuole capire chi siamo, ma anche vedere fino a che punto ci conosciamo e cosa facciamo per migliorarci. La risposta a questa domanda va preparata. La gran parte dei candidati va ai colloqui di lavoro senza pensare alle risposte e senza prepararsi. Molti restano addirittura sorpresi e senza parole, se non irritati, quando viene chiesto loro di parlare dei propri limiti e delle proprie debolezze.

Photo by Tim Gouw on Unsplash

OCL

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: