Un caffè con la prof.

Rubrica di Orientamento al lavoro di Antonella Salvatore

La prima domanda al colloquio di lavoro

«Mi parli di lei» è solitamente la prima domanda a un colloquio di lavoro. Si tratta della cosiddetta domanda ice-breaker, che serve a rompere il ghiaccio. Un quesito che solitamente si rivolge per mettere il candidato a proprio agio, ma anche per iniziare a conoscerlo. La domanda «mi parli di lei» non ci dà il diritto di parlare di tutta la nostra vita per tutto il tempo che vogliamo.

“Mi parli di lei”

Al contrario, è una domanda per cui può essere opportuno preparare una risposta, per sapere in che modo e con che tempi raccontare i momenti e le esperienze più significative della propria vita. Ad esempio parlare di un’esperienza di volontariato, piuttosto che di un semestre all’estero, se il candidato è junior ed ha appena terminato gli studi. Ma anche raccontare dei propri incarichi di lavoro, dei propri successi e degli obiettivi raggiunti, e questo vale per i più giovani così come per i senior. «Mi parli di lei» presenta un grande vantaggio per il candidato a colloquio: parlare di sé stessi nel modo che si vuole, e raccontare innanzitutto quello che si vuole. Iniziare il colloquio con questa domanda significa avere la possibilità di “suggerire’ implicitamente, a chi conduce il colloquio, gli argomenti e le esperienze su cui concentrare l’attenzione.

Non dimentichiamo che…

In poche parole, «mi parli di lei» è un aiuto per le domande successive. Non dimentichiamo che la prima domanda del colloquio, così come l’ultima, è molto importante: in questo caso, è quella che l’interlocutore ricorda per prima. Chi pone questa domanda vuole capire meglio chi è il candidato, come parla, se sa leggere il contesto così come il linguaggio del corpo di chi sta di fronte.

OCL

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