Mixed reality

Mixed reality

di Andrea Bellezza, Strategic Innovation Researcher and Consultant

Mixed reality

Realtà aumentata, virtuale e immersiva, ma anche virtualità aumentata e, naturalmente, la realtà fisica. Questo, in maniera un pò scomposta, è il ‘Virtual continuum’, che più diligentemente vede, muovendosi dal fisico al virtuale: realtà fisica – realtà aumentata – virtualità aumentata – realtà virtuale. Per opportuna semplificazione riassumiamo tutto con ‘Mixed Reality’. Che fatica. Finito? Beh no. Perché, non dimentichiamo, ci sono sempre la componente narrativa e la componente performativa, che si legano all’immaginazione. Tutto questo – realtà fisica, virtuale, immaginativa – concorre ad animare ciò che difatti è un nuovo – e antico – media, e che possiamo chiamare gioco, storia o esperienza.

Dalla differenza fisica a quella virtuale

In altre parole, la realtà che possiamo percepire direttamente con i nostri sensi la possiamo definire fisica. Quella che attraverso una trasformazione – ideazione, creazione, mediazione – generiamo e poniamo in essere la definiamo realtà virtuale. Con i nostri sensi – ad oggi principalmente vista e udito – percepiamo qualcosa che sembra essere reale, ma non lo è. E abbiamo la sensazione di essere in un’altra realtà. Se poi ciò lo viviamo attraverso un head mounted display – visore che indossiamo sul capo e sugli occhi – diventa realtà virtuale immersiva, e abbiamo la sensazione di starci dentro, con la possibilità di girarci in ogni direzione e muoverci liberamente.

La realtà aumentata

In mezzo – tra realtà fisica e virtuale – c’è la realtà aumentata ovvero un’esperienza fatta dalla realtà fisica, cui si aggiungono oggetti virtuali, che simulano in tempo reale la compresenza nel mondo fisico. Anche in questo caso è prevista la variante immersiva. Naturalmente realtà aumentata e virtuale presuppongono hardware e software, quindi vanno fruite con dei dispositivi. Per completezza diciamo che la virtualità aumentata, al contrario della realtà aumentata, prevede che siano oggetti reali ad entrare nella realtà virtuale. Ma magari ne parliamo meglio un’altra volta.

Le opportunità della mixed reality

Ciò che conta è che la mixed reality è già una realtà ed aumenterà la sua presenza nelle nostre vite, a partire dalle dinamiche percettive, intervenendo poi su molti comportamenti. Naturalmente questo fenomeno è generato da tecnologia ed economia, che sappiamo sempre più convergenti. A livello applicativo la mixed reality genera opportunità incredibili: supporto in tempo reale ad operazioni di elevata complessità – come per la telemedicina o l’aerospazio – ma più in generale a qualsiasi processo organizzativo. Supporto per le abilità, psicologico. Formazione esperienziale, con la possibilità di realizzare letteralmente il learning by doing. Per non parlare delle opportunità di analisi e simulazione, della possibilità di sperimentare condizioni di rischio o emergenza, per la valorizzazione dei beni culturali con l’anastilosi virtuale. E naturalmente il gaming, il marketing, la comunicazione…

Laddove le parole non dovessero bastare, sulla mixed reality ci stanno investendo, in modi diversi, ma tutti pesantemente, i giganti tech Google, Microsoft, Apple, e ci stanno studiando con interesse operatori come Goldman Sachs, che di solito non sprecano attenzione. Se vogliamo guardare il futuro, già immediato, dobbiamo scrutare in convergenza. E riportare anche la mixed reality al comparto ‘industria 4.0’, quindi al concetto centrale di sistema cyberfisico, senza soluzione di continuità tra ciò che è fisicità e virtualità.

Immaginazione e partecipazione

Infine uno degli aspetti più suggestivi della mixed reality in salsa 4.0 è certamente l’accresciuta attenzione verso la partecipazione, la performazione, l’immaginazione. Non ultima, la portata metaforica. Aumentare la realtà, nel senso di migliorarla, è un’ottima metafora per tutti noi. Buona realtà aumentata a tutti.

Foto di Pexels da Pixabay

OCL

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