Millennial farmers

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di Serena Selvarolo, account

Il “new deal” dell’agricoltura

Un vero “ritorno alla terra” è il trend che si sta sempre più diffondendo nel nostro Paese e ancora una volta, ad accaparrarsi il ruolo di protagonisti, sono i Millennials. Agricoltori del nuovo millennio, lo sviluppo della figura dei Millennial Farmer affonda le radici nella nostra storia rurale che, grazie all’apporto degli under 35, vive oggi una vera e propria rivoluzione e rinascita.

Italia prima in Europa

Nel 2018, le imprese agricole guidate dai giovani son bene 57.621, + 4,1% rispetto allo stesso dato del 2017 a conferma del primato italiano nel Vecchio Continente. Questo è quanto emerge dall’analisi della Coldiretti diffusa insiemi ai dati Istat su lavoro e la disoccupazione giovanile di aprile scorso. Gli under35 sono sempre più costretti a lavorare oltre le canoniche otto ore al giorno a fronte di uno stipendio molto al di sotto di quanto le proprie qualifiche di studio ed esperienze professionali dovrebbero permettere. Per questo, forse, questi giovani trovano nella terra un riscatto alla dilagante precarizzazione del lavoro e all’insoddisfazione della loro generazione, mettendo a frutto soft skills come flessibilità e capacità di adattamento.

L’innovazione incontra la tradizione

Laurea specialistica, competenze di management, leadership e soprattutto di tecnologia, conoscenze linguistiche e uan costante voglia di imparare e formarsi. Ma anche apertura mentale, interesse per i viaggi e una forte propensione al voler toccare con mano il frutto del proprio lavoro senza dover scendere a troppi compromessi. Questo è l’identikit dei Millennial Farmers. Forti del proprio know-how, i giovani si tuffano nell’esperienza agricola con un sapere e, soprattutto, un saper fare non paragonabile ai loro predecessori. Non solo lavoro e produzione. I Millennial Farmers approcciano l’attività agricola anche in termini gestionali e strategici. I nuovi agricoltori sono attenti e sensibili alle fluttuazioni dei mercati economici di riferimento sia a livello macro che locale. L’attenzione per la qualità e la sostenibilità della propria filiera è fondamentale per il loro lavoro. Ogni attività viene enfatizzata e supportata da un sapiente utilizzo degli strumenti tecnologici, di comunicazione e di marketing, leve strategiche per il proprio business agricolo.

Diventare agricoltori oggi

Non tutti i Millennial Farmers sono figli d’arte. Se l’Italia detiene il primato in Europa per questo settore specifico lo deve in larga scala alla vasta offerta formativa, sia di secondo grado che universitaria e post-universitaria. Sempre un’indagine Coldiretti, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione (Miur), attesta che nell’anno scolastico 2017-2018 sono stati ben 45.566 i ragazzi che hanno optato per un percorso didattico legato alla terra per la propria formazione superiore. Le iscrizioni alle scuole superiori di agraria hanno registrato un aumento del 36% rispetto agli ultimi cinque anni. 35 i percorsi didattici offerti dagli istituti tecnici superiori a livello nazionale che sono alla base dell’offerta formativa. Un tasso di occupati di oltre il 73% a un anno dal diploma secondo le elaborazioni Coldiretti sull’ultimo monitoraggio Indire/Ministero dell’Istruzione. Ci sono picchi che vanno dal 94,1% dell’Abruzzo all’88,9% del Veneto, dal 79,1% della Lombardia al 76,5% della Puglia, al 77,8% dell’Emilia Romagna o al 75% del Lazio.

Quali università?

E per chi sceglie di proseguire dopo il diploma, le facoltà dedicate alla terra sono sempre più specializzate in percorsi e curricula di alto livello. L’offerta formativa universitaria in Italia per chi vuole fare del lavoro nei campi il proprio sogno imprenditoriale è vastissima. Si va dalle facoltà di agraria a quelle di Ingegneria passando per Economia e i diversi politecnici. Un’altra opzione è quella di Veterinaria, per chi è più interessato alla pastorizia. Mentre, per chi vorrebbe avere una conoscenza più approfondita della filiera alimentare, optare per Scienze dell’Alimentazione potrebbe rivelarsi una strada percorribile. L’offerta è numerosa e molto dipende da ciò che si vorrebbe realizzare nel prossimo futuro.

I programmi di sviluppo e i fondi europei

Per i giovani che hanno già terminato il percorso formativo e intendono dedicarsi attivamente allo sviluppo del proprio progetto imprenditoriale agricolo, sono diverse le oppportunità di finanziamento. Queste sono rese possibili dal programma di Politica di Sviluppo Rurale dell’Unione Europea – PSR 2014-2020. Una dotazione di cento miliardi di euro per tutto il periodo finanziata dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR). Il PSR consente utilizzare le risorse economiche messe a disposizione in ambito agricolo e rurale per ogni Stato membro su base regionale. A questo programma fanno capo diverse possibilità di credito dedicate ai giovani. Risorse offerte da diversi enti e istituti bancari italiani con anticipazione a fondo perduto e finanziamenti a lungo termine. L’ultima Legge di Bilancio consentiva, inoltre, il cosiddetto “Bonus Agricoltura” con importanti sgravi fiscali per gli under 40.

Auspichiamo che la prossima manovra economica confermi l’agevolazione contributiva. Si faciliterebbe così lo sviluppo di un settore che può concretamente dare un nuovo lustro al nostro Paese e alla sua terra generosa, grazie soprattutto alla tenacia e alla voglia di rivalsa delle nuove leve.

Photo credits, Antonella Salvatore

OCL

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