Perdita della compassione

perdita compassione

di Antonella Salvatore

Perdita progressiva della compassione

Si chiama compassion fatigue. In italiano stress secondario traumatico. Si tratta della perdita di compassione che riguarda i professionisti e lavoratori che operano in ambito medicosanitario. Tutti coloro che aiutano gli altri e che soccorrono coloro che soffrono possono essere esposti a questo problema. Persone che lavorano per sostenere le fasce più deboli e vulnerabili della società sono prima o poi affetti da compassion fatigue, ossia dalla perdita progressiva della compassione. Forse sarà capitato anche a noi. Quante volte abbiamo criticato medici o infermieri per l’estremo distacco con cui hanno gestito o comunicato qualcosa. In altre parole, quante volte abbiamo criticato l’apparente assenza di empatia del personale medico e infermieristico?

Come si sviluppa la compassion fatigue?

In realtà questi lavoratori non sono affatto insensibili o poco empatici. Quello che accade è che col tempo questi individui sviluppano una sorta di barriera di protezione per proteggersi dalle sofferenze e da tutte le emozioni negative con cui ogni giorno devono confrontarsi. Insomma, come dire che la compassione fatigue si sviluppa per evitare di soffrire. Questi lavoratori si prendono sempre cura degli altri, si accollano dolore e sofferenze altrui. Il rischio del cosiddetto burn-out ossia il rischio dell’esaurimento, ma anche del distacco dalle emozioni è abbastanza comune. Tra l’altro, proprio recentemente l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto il burn-out, ossia lo stress da lavoro, una malattia.

La formazione continua per il settore medico-sanitario

Nel mondo americano e anglosassone numerosi college propongono corsi di formazione continua sulla compassion fatigue proprio a prevenire la perdita progressiva della compassione. Al contrario, nel nostro paese sono ancora poche le università che propongo questo tipo di studi. Si tratta di percorsi volti a sviluppare compassione, destinati ai professionisti in difficoltà con la gestione delle proprie emozioni. Lavoratori che aiutano ogni giorno gli altri ma che hanno loro stessi bisogno di essere aiutati. Questa formazione è legato alla comprensione delle emozioni e allo sviluppo della compassione: un po’ alla volta è come se queste persone tornassero a connettersi con loro stesse e con la propria parte più intima. Recentemente si parla moltissimo della mancanza di personale medico-sanitario. Ad esempio, la figura professionale dell’ infermiere risulta essere il profilo più ricercato al mondo. Tuttavia, si discute ancora poco di come assistere questi lavoratori, soprattutto i più giovani, nello svolgimento del proprio lavoro.

Foto di aangq26 da Pixabay

OCL

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