Dimissioni, parlarne a colloquio

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di Antonella Salvatore

Ci sono diverse ragioni per cui una persona può decidere di lasciare il proprio lavoro e mettersi alla ricerca di un nuovo impiego. Dimissioni: capiamo come parlarne a un colloquio di lavoro.

Cause esterne che spingono alle dimissioni

Partiamo dalle ragioni più semplici che possono spingere un individuo a lasciare la propria occupazione. Ad esempio motivi di famiglia, che obbligano a cambiare città se non addirittura nazione. In questo caso possono esserci cause indipendenti da noi e sarà forse più semplice spiegare la scelta a noi stessi e agli altri. Tuttavia, ad un colloquio di lavoro possiamo aspettarci di ricevere domande sulla nostra famiglia e sulle ragioni del trasferimento quindi occorre essere preparati a rispondere.

Quando lo stipendio rappresenta il problema

Un’altra ragione di dimissioni è rappresentata dallo stipendio. È alquanto comune (e anche legittimo) che un lavoratore, soprattutto giovane, lasci un posto di lavoro per poter guadagnare di più. Ci sono moltissime persone che vogliono fare carriera e che ricercano posizioni gerarchicamente più alte e in questo non vi è nulla di sbagliato. Spesso l’unico modo di fare carriera può essere quello di andare via, soprattutto se internamente non sembra esserci la lungimiranza di capire il potenziale della risorsa umana.

Se manca la motivazione

Ma quasi sempre i motivi che spingono a lasciare un lavoro hanno a che fare con la motivazione. Una lavoratore solitamente lascia il proprio posto di lavoro quando non ha più fattori che lo spingono a restare. Questo può derivare da una crescita personale del dipendente che non si sente più nel posto adatto. Le persone si dimettono se hanno relazioni di lavoro complesse e difficili, se l’atmosfera sul luogo di lavoro risulta demotivante e poco innovativa. Ma una persona può sentirsi demotivata anche da fattori esterni, ad esempio l’arrivo di un nuovo direttore, quindi una nuova cultura aziendale e nuovi valori nei quali lo stesso lavoratore non si identifica più. Ci sono lavoratori che cambiano lavoro quando il loro amministratore delegato o direttore va via: queste persone semplicemente hanno esaurito la fiducia nell’organizzazione per cui lavorano. Altri si dimettono perché si sentono sottovalutati: potrebbero dare molto di più ma la miopia di chi sta a capo impedisce di capirlo. Queste persone non si sentono apprezzate, nessuno gestisce e accoglie la loro motivazione. La ricerca del lavoro è innanzitutto interna, ancora prima che esterna; dobbiamo capire chi siamo e cosa ci motiva.

Prepararsi al colloquio e alla domanda

Sono davvero numerose le ragioni che possono spingere un individuo alle dimissioni ma come parlarne a un colloquio? Dobbiamo innanzitutto capire perché stiamo ricercando un lavoro e perché vogliamo lasciare il posto che occupiamo. Sarà necessario comprendere se effettivamente i motivi che ci spingono a lasciare sono più forti di quelli per cui potrebbe valere la pena restare. Siamo demotivati? Oppure siamo solo insoddisfatti dello stipendio? Oppure ancora siamo stanchi dell’ambiente di lavoro e della relazione con gli altri? È importante mettere sul piatto della bilancia i pro e i contro del nostro impiego, per essere davvero certi che il cambiamento sia la reale soluzione. Chi fa colloqui e cerca candidati da assumere vuole sapere cosa ci spinge a cambiare per capire se siamo effettivamente le persone giuste per la posizione.

Foto di StartupStockPhotos da Pixabay

OCL

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