Lavoro da street-fooder

Lavoro street-food

di Antonella Salvatore

Tutti abbiamo sentito parlare di street food e, almeno una volta nella vita, tutti abbiamo mangiato il cosiddetto cibo da strada. Le nostre abitudini alimentari fuori casa hanno fatto crescere questo business. Ora fare lo street fooder diventa una professione, ogni giorno più popolare, soprattutto tra gli under 35.

Lo street food nel mondo

La moda dello street food l’abbiamo sicuramente importata dagli altri paesi: già solo in Europa ci sono festival ed eventi per il cibo da strada oramai molto conosciuti tra gli addetti ai lavori. Lo street food è nato a New York più di dieci anni fa; questo cibo è diventato talmente popolare da preoccupare le catene dei fast food. Forse, anche per questo, per avere una licenza negli USA serve molto tempo. Uno dei posti migliori al mondo dove aprire un food truck è sicuramente Londra: occorrono solo quattro settimane per avere la licenza ed il certificato di Food Hygiene Rating.

Lavoro da street-fooder

All’apparenza non sembrano essere necessarie molte risorse finanziarie, né sembra essere prevista una grande preparazione tecnica. Tuttavia, anche il lavoro da street-fooder ha le sue sfide ed è difficile differenziarsi ed emergere nella giungla della concorrenza. Intanto occorre prepararsi, capire cosa offrire e che posizionamento avere sul mercato. Ma soprattutto, occorre essere attenti all’igiene e costruirsi una buona reputazione. I baracchini spuntano ad ogni angolo di strada. Il web è oramai pieno di consulenti del settore. C’è chi offre consigli su come aprire, chi eroga corsi di formazione, chi ancora spiega le tecniche per avere clienti e diventare conosciuti. Infine, ci sono le formule del franchising e dell’affiliazione per aprire una attività di questo tipo.

La nuova regolamentazione

La questione è stata ritenuta talmente rilevante per l’economia del Bel Paese da regolamentare il cosiddetto street food “agricolo” con la legge di bilancio 205/2017. Dal 1 gennaio 2018 gli agricoltori possono vendere cibo già pronto per il consumo, ossia possono vendere street food. Questo ha rappresentato un passaggio importante per l’intera categoria oltre che per l’economia italiana. Il cibo da strada ha decretato il passaggio da agricoltori ad imprenditori.

Street food italiano e cultura

Il cibo è parte della nostra cultura. Si tratta di una risorsa importante per l’economia italiana ed è quindi giusto che sia valorizzato in ogni modo e in ogni luogo. Il nostro paese ospita anche il festival dello street food. Proprio alcuni giorni fa, una bancarella di Singapore è stata premiata come street food stellato e più economico.

Foto di skeeze da Pixabay

OCL

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