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Quando la cultura incontra il lavoro. Storie di terre e di speranza

Antonella Salvatore

Martedì abbiamo festeggiato il lavoro e per continuare con le celebrazioni (voglio essere ottimista), ecco un esempio molto interessante di cultura e lavoro che si incontrano.

Altro che macchine, tecnologia, città, altro che robot che sostituiranno gli umani, qui parliamo di risorse umane, di risorse naturali e di lavoro.

Dato di Coldiretti di alcuni giorni fa: negli ultimi 5 anni +36% di iscritti agli istituti superiori di agraria.

Questa è una notizia bellissima e lo è per tante ragioni.

Intanto, in contrapposizione agli anni di esodo, anni di abbandono delle campagne per entrare in fabbrica, per andare verso la città ed il progresso, questo dato dimostra che ora il progresso (e se volete il futuro) si trova anche in campagna.

Altro aspetto importante, il +36% dimostra che se la scuola funziona, i giovani italiani hanno voglia di studiare e di apprendere e non abbandonano gli studi. Inoltre, il tasso di abbandono scolastico, in questo caso, è il più basso registrato nel nostro paese.

E ancora, questo dimostra quanto le nuove generazioni, meglio di noi, sappiano comprendere l’importanza della natura ed il valore della nostra agricoltura e delle risorse del nostro paese.

Inoltre, altro aspetto da non sottovalutare, la scelta degli studi di agraria è data dal fatto che i ragazzi studiano la teoria ma anche la pratica; vanno nei caseifici, nelle aziende agricole, hanno modo di sperimentare quanto viene appreso in aula, frequentano laboratori, campi, incontrano persone del settore. Insomma, sembra proprio che i ragazzi riescano ad imparare e ad applicare.

Infine, forse il dato più importante, (udite, udite!) mediamente il 73% di chi termina gli studi di agraria trova un lavoro entro 12 mesi, per arrivare anche al 94% in Abruzzo e a circa l’89% in Veneto. Questo vuol dire che chi studia agraria non rientra in quel dato OCSE di cui ho parlato in altri post, ossia non rientra in quel 50% a cui occorrono 5,9 anni per entrare nel mondo del lavoro. E sicuramente questa è un’altra buona ragione per scegliere questo percorso di studi; forse per molti, e per molte famiglie, è LA RAGIONE.

E chi termina gli studi superiori può proseguire gli studi in università, le facoltà sono tante.

Coldiretti afferma che l’Italia è leader in Europa per aziende agricole condotte da under 35: sono ben oltre 55.000 le aziende di questo tipo ed hanno mediamente il 75% del fatturato in più e occupano il 50% delle persone in più.

In questo caso, lavoro di Coldiretti, fatto insieme alle scuole e al mondo delle aziende agricole, zootecniche, caseifici e quant’altro, è un grande lavoro a dimostrazione del fatto che quando cultura e lavoro si uniscono nasce occupazione, nasce motivazione, nascono soddisfazione e risultati.

Quando cultura e lavoro si uniscono nasce il futuro.

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OCL

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