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"Ho mandato 100 CV ma nessuno mi ha risposto"

Forse non è solo colpa della disoccupazione… di Antonella Salvatore

Una delle frasi più sentite dai disoccupati del nostro paese è proprio quella che dà il titolo a questo post. Non ho mai pensato di poter risolvere il problema disoccupazione ma mi permetto di dare alcuni consigli.

Il selezionatore che riceve un CV decide solitamente, anche in meno di 20 secondi, se proseguire nella lettura del CV e se, eventualmente, convocare la persona a colloquio. Per questa ragione, il mio primo consiglio è: non usate lo Europass CV.

Migliaia di candidati in questo paese continuano a proporre lo Europass CV, un modello prestampato di curriculum, pieno di sezioni e campi da riempire. Siamo la popolazione europea che ama di più lo Europass CV, ma questo modello di CV è oramai superato, poco amato dalle aziende, incomprensibile per molti manager stranieri. Perché?

Perché lo Europass presenta troppe informazioni, perché è difficile da leggere, perché è una sorta di prestampato che non permette in alcun modo al candidato di presentarsi, di evidenziare una particolare esperienza lavorativa, piuttosto che un percorso di studi, di dare risalto a quella unicità di cui ho parlato precedentemente.

Allora quale modello di CV proporre?

In sostituzione dello Europass CV, incoraggio i candidati a proporre il Resume, ossia un curriculum lineare, sintetico, chiaro, che per i più giovani può tranquillamente essere al massimo di una pagina. Ricordo che le esperienze, di studi e di lavoro, vanno indicate in ordine cronologico o di rilevanza, quindi a partire dalla più recente o dalla più rilevante, rispetto alla posizione per cui ci si candida.

Altra raccomandazione importante: costruite sezioni chiare all’interno del resume, magari evidenziando in grassetto, la sezione degli studi, quella delle esperienze lavorative, delle lingue parlate, di eventuali premi ricevuti e così via dicendo.

Chi seleziona deve poter leggere con rapidità, deve capire in pochi secondi se siete o meno candidati da chiamare a colloquio.

Il selezionatore vuole capire chi siete, cosa avete studiato, cosa sapete o non sapete fare, se avete avuto esperienze lavorative, di volontariato, di vita, e cosa avete appreso, se parlate una o più lingue, se avete conoscenze informatiche o di altro tipo. Se siete neo-laureati, inserite anche le esperienze più semplici (come i lavoretti estivi) o il volontariato.

Controllate gli errori di grammatica, sono molto frequenti e questo irrita molto i selezionatori che sono portati a cestinare immediatamente il CV. Gli errori denotano mancanza di cura e di attenzione. Voi assumereste una persona così disattenta?

Non usate lo stesso CV 100 volte per 100 aziende diverse: non funziona! (È forse per questo che nessuno vi risponde?).

Personalizzate il CV, fate uscire la vostra unicità, le vostre caratteristiche che vi distinguono dagli altri candidati, raccontate chi siete, con semplicità e chiarezza.

Infine, no ai proclami come “sono determinato”, “raggiungo gli obiettivi”, “sono un leader”… Un CV non è una campagna elettorale… E non è nel CV che dovete parlare delle vostre soft skills.

L’ottenimento di un colloquio di lavoro (e successivamente di una posizione di lavoro) non dipende dalla quantità di CV mandati, ma dalla qualità dei CV proposti.

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OCL

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