Breaking News

Emotional Intelligence

Paolo Prisco

La scorsa settimana citavo quel timido imbarazzo che qualche volta proviamo noi Italiani all’estero, specialmente quando interagiamo in una grande azienda internazionale. Abbiamo quasi vergogna di essere italiani. Notavo anche che questa scena si ripete amplificata una volta rientrati in Italia. Si assiste puntualmente a situazioni in cui noi italiani crediamo di essere inferiori e, specie nel lavoro, siamo molto riluttanti ad esporci, aiutati in questo, spesso, dall’inabilità a parlare altre lingue. Intendo fare una premessa:

Forse inferiori lo siamo veramente, ma non perché meno bravi. Lo siamo principalmente perché non siamo abituati a confrontarci con il mondo, riconoscendo le debolezze altrui. Spesso siamo anche un po’ pigri. Assumiamo così un comportamento provinciale.

La realtà è molto diversa però e mi sembra che ciò non venga riconosciuto a sufficienza. Chi esce dall’Italia ha spesso un sogno o una necessità: costruire un futuro. Io ho avuto entrambi. Comunque devo riconoscere che in molti casi (anche se non sempre!) sono stato trattato all’ estero con rispetto e correttezza. Ho lottato, ho sudato ma mi è stata data una possibilità. Giocarsi bene questa possibilità è fondamentale e non si potrebbe farlo sentendosi inferiori. La prima lezione è che bisogna farlo però nel completo rispetto di regole e culture locali. Ed è qui che qualche volta subentra un po’ di pigrizia da parte nostra. È sicuramente più facile cadere nei vittimismi.

Non abbiamo un sistema-paese alle spalle… Gli altri ci vedono male e quindi siamo svantaggiati… Sento  spesso dire.

Convinzioni comode per ritirarci spesso nella nostra “assolata Italietta”,  per rinunciare, per non confrontarci col nuovo accettando i cambiamenti. Le conseguenze si notano dopo anni, sia nella nostra vita professionale e personale, sia nella mancanza totale di un atteggiamento aperto ed internazionale nel nostro paese. Siamo pieni di turisti ma non siamo abituati agli stranieri. Che ironia!

Nella maggior parte dei casi, a parte un po di pettegolezzi e provocazioni occasionali, (pizza, mafia ecc.), bisogna dire che alle persone che avevo di fronte la mia nazionalità non ha sollevato commenti.

Le nostre scuole ed università, pur considerando una infrastruttura spesso precaria, sono state in grado di fornirci in molti casi una cultura di base teorica di altissimo livello. (Di quella pratica parleremo prossimamente!)

Le difficoltà quotidiane in Italia ci hanno poi insegnato ad adattarci in culture e sistemi sociali diversi, che però semplificano la vita di molto. La combinazione di questi due elementi ha contribuito a fare di molti di noi all’estero un esempio di successo.

La maggior parte degli italiani che incontro all’estero sono persone che vantano curriculum e skills assolutamente di prima grandezza. Occupano ruoli e responsabilità globali. Vengono riconosciuti come esperti. E soprattutto vengono apprezzati ed accettati per la loro personalità e per quella che, in gergo anglosassone, si definisce emotional intelligence, cioè la capacità di capire e trattare temi spesso tecnici o complessi senza però perder di vista il fattore umano e le emozioni necessarie per parlare a chi ci sta di fronte. Se ci pensate bene, è una grande dote di leadership che mi capita di scoprire soprattutto nelle persone che hanno dovuto superare molte difficoltà per arrivare dove sono.

Vorrei incoraggiare noi tutti all’estero, ma soprattutto nel mondo del lavoro in Italia, a non sentirci inferiori anche se qualche volta ci portiamo il fardello di un paese difficile. Anzi molto spesso la nostra “agilità mentale” risulta un vantaggio. Cominciamo a prenderne coscienza e magari, la prossima volta che incontriamo amici e colleghi stranieri, non scusiamoci di essere Italiani ma proviamo piuttosto ad osservare più attentamente come loro si comportano in situazioni sconosciute. Ne saremo sorpresi!

]]>

OCL

One thought on “Emotional Intelligence”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: