Il cambiamento epocale del mondo HR

HR cambiamento epocale

di Antonella Salvatore

Ci sono state più di 300mila dimissioni nel primo trimestre 2022, un record senza precedenti. Persone che lasciano posti di lavoro a tempo indeterminato, ma anche dirigenti che scelgono lavori meno qualificanti, ma anche meno stressanti. Il mondo del lavoro italiano e la gestione delle risorse umane cambiano volto obbligando le aziende a rivedere obiettivi e processi.

Le nuove esigenze dei lavoratori

Un universo nuovo, in cui esseri umani e tecnologie si contaminano a vicenda. La pandemia ha ridisegnato tutto e fatto emergere, in maniera estremamente importante, i bisogni e i desideri degli individui. Sto parlando del bisogno di fuggire dallo stress e della ridefinizione delle priorità della vita. Così come dei nuovi modi di lavorare, come lo smart working, il lavoro ovunque senza vincoli geografici. Il benessere, il work-life balance, la salute fisica e mentale  prima ancora che la carriera. Ma anche la necessità di formarsi (long-life learning), il bisogno di rivedere le proprie competenze o di aggiornarle (reskilling e upskilling). E ancora, l’engagement e la motivazione. E infine, un ambiente di lavoro inclusivo, luogo in cui ci siano diversity e parità di genere. La pandemia sembra aver spazzato via chi eravamo, per lasciare spazio ad una nuova classe di lavoratori, più consapevoli, meno disposti a sopportare e a sacrificarsi in nome della carriera.

In che modo la pandemia cambia il mondo del lavoro

Il covid 19 ha bloccato le assunzioni, acuito le disparità di genere in ambito occupazionale e favorito l’esclusione piuttosto che l’inclusione sul posto di lavoro. E ora che la vita torna ad una sorta di normalità, gli individui non sono più gli stessi. L’essere stati per oltre due anni a contatto con mortalità e malattia ha mostrato ai lavoratori nuove esigenze che prima non si accorgevano di avere, o che più semplicemente celavano agli altri. Non è cambiato il mondo del lavoro, sono gli individui ad essere cambiati, e questo impone un rapido adeguamento nelle aziende, soprattutto in quelle che non hanno mai prestato particolare attenzione al mondo delle risorse umane.

Il cambiamento epocale del mondo HR riguarda l’essere umano

Oggi serve un mondo HR più vicino alle persone, una maggiore valorizzazione delle risorse e una capacità di gestione delle emozioni prima ancora che degli individui. Le aziende che non lo avevano fatto prima, si strutturano per condurre meglio le selezioni e capire i candidati. Creano o rafforzano la propria divisione welfare e benessere. Valutano come fare la retention interna, ossia come trattenere i talenti e non farli fuggire altrove. E infine, le organizzazioni si preparano a supportare i propri lavoratori nella formazione, comprendendo che oggi non ha solo senso garantire un apprendimento tecnico (hard skills), ma anche, e soprattutto, una formazione volta ad allenare le skills comportamentali, quelle competenze che consentono ai lavoratori di fronteggiare i cambiamenti, gestire lo stress, risolvere i problemi. Nell’era delle nuove tecnologie, il cambiamento epocale del mondo HR riguarda l’essere umano.

Foto di Tim Goedhart su Unsplash

OCL

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