Metaverso, istruzioni per l’uso

Metaverso

di Andrea Bellezza

Rivoluzione o meteora? Ennesimo trend modaiolo o cambiamento di paradigma? In ogni caso il metaverso è sulla bocca di moltissimi, quanto sia spontaneo o forzato il fenomeno lo vedremo, ma intanto Facebook diventa Meta e gli investimenti fioccano.  

Ma cos’è il metaverso?

Il metaverso è uno spazio virtuale dove più persone possono interagire tra loro e con entità generate dal computer, contemporaneamente, con sembianze di avatar, quindi in qualsiasi forma. Questa definizione è una sintesi delle voci più accreditate, tra cui Gartner, la stessa Meta, The Oxford Dictionary e molti altri. Insomma si tratta di un ambiente virtuale dove puoi muoverti e incontrare altre creature, umane e artificiali. E lo puoi fare con lo smartphone, il tablet, il computer o in modalità immersiva, con dispositivi che si indossano sul capo e restituiscono una totale percezione di compresenza, come se guardassi in prima persona. Ma di metaverso ce n’è uno solo? No, ce ne sono tanti. Quanti gli operatori ne realizzeranno. Ed una delle sfide più interessanti sarà proprio quella di connetterli ed integrarli.

Partendo dalle origini

Eppure non mi è nuovo. Il termine specifico lo ritroviamo per la prima volta nel 1992, nel romanzo Snow Crash di Neal Stephenson. Indovina un po’. É uno strumento usato per fuggire da una realtà distopica. Non è questa la sede, ma gli interessati vadano a spulciare anche la storia della realtà virtuale e il concetto di multiverso (William James, 1895), magari riflettendo sul perché oggi è meta e non multi. Non potevi dirlo subito? Per un videogiocatore tutto questo non è certo nuovo, rimanendo alle definizioni ogni videogioco multiplayer è un multiverso. E ricordate Second Life?  Un antesignano multiverso lanciato da Linden Lab nel 2003.

La realtà virtuale

Del resto di realtà virtuale si parla dagli anni ‘30 e si sperimenta dai ‘60 del ‘900, ma oggi i tempi sono più maturi e abbiamo accesso alla necessaria potenza hardware e software. Non è un gioco da ragazzi. Non è un fenomeno per adolescenti brufolosi, o almeno non solo. Andate a vedere i miliardi di dollari di capitalizzazione di Sandbox o Axie Infinity. Fiumi di attenzione e denaro che scorrono, tantissime industry coinvolte, soprattutto posti di lavoro che si stanno creando dal nulla, ma ancor di più la transizione culturale – il come oltre che il cosa, per essere pronti anche al virtual continuum, protagonisti della nostra realtà, qualsiasi essa sia.  

Foto di Richard Horvath su Unsplash

OCL

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