Stretta sui tirocini curriculari

tirocini curriculari

di Antonella Salvatore

Tutti hanno sempre dibattuto molto sui tirocini (chiamati comunemente anche stage) curriculari ed extra-curriculari. I primi sono i tirocini da svolgersi durante il percorso di studi, i secondi sono successivi al diploma di scuola superiore o alla laurea. Secondo alcuni il tirocinio rappresenta un’esperienza formativa fondamentale per gli studenti delle superiori e i laureati. Altri sostengono invece che in questo modo le aziende impiegano lavoratori a costo zero. Un dibattito, da sempre aperto, nel quale ora sembra voglia intervenire direttamente il ministero del lavoro, con una nuova normativa.

In arrivo una stretta sui tirocini curriculari

Le nuove regole potrebbero stabilire alcune restrizioni per i tirocini curriculari, se ne parla da tempo. Per evitare abusi da parte delle organizzazioni, il ministero ritiene che i tirocinanti curriculari debbano essere retribuiti, e che debbano esistere limiti al numero di stage attivabili da parte di ciascuna azienda. Inoltre, così come accade per i tirocini extra-curriculari, anche per quelli curriculari le aziende potrebbero dover fare una comunicazione obbligatoria all’agenzia per l’impiego. Infine, lo stage curriculare dovrà prevedere una durata massima, 6 mesi per gli studenti delle scuole superiori e 12 mesi per gli studenti delle università. Ad oggi il nostro paese non è in grado di mappare la presenza di tirocinanti curriculari nelle aziende, impossibile sapere della loro presenza sui posti di lavoro. 

Il governo vuole scoraggiare abusi da parte delle aziende

La nuova normativa, come appena detto, dovrebbe favorire i tirocini e scoraggiare abusi da parte delle aziende. Tuttavia, la natura dell’esperienza curriculare è completamente diversa da quella extra-curricolare. Il tirocinio curriculare rappresenta lo stage che gli studenti, soprattutto quelli universitari, svolgono nel periodo di studi. Un modo per i ragazzi di fare pratica, di entrare in contatto con il mondo del lavoro e comprendere in che modo operano le aziende. Al contrario, il tirocinio extra-curriculare rappresenta uno strumento di ingresso nel mondo del lavoro.

Il tirocinio curriculare come strumento di formazione

Il tirocinio curriculare è quindi un tirocinio formativo, volto a costruire le competenze dei giovani, non ad immetterli nel mercato del lavoro. Al contrario, il tirocinio extra-curriculare, ad esempio quello rivolto ai laureati ha invece l’obiettivo di favorire l’ingresso  dei giovani nel mondo del lavoro e spesso è l’anticamera per ottenere un contratto di lavoro. Si tratta pertanto, come si comprende, di due tipologie diverse di tirocinio, con finalità diverse. Ora resta solo da augurarsi che la nuova stretta del governo non rappresenti un impedimento per i giovani, invece che per le aziende. Il tirocinio, da sempre, se usato nel modo giusto, costituisce uno strumento fondamentale per lo sviluppo dei ragazzi e la formazione delle loro competenze, comportamentali e tecniche.

Foto di Headway su Unsplash

OCL

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