Franchising, l’utopia dell’impresa “automatica”

franchising impresa automatica

di Andrea Ciancarelli

Uno dei miti che da sempre girano intorno ad alcune impostazioni di franchising è la possibilità di aprire imprese “automatiche”, quelle che non impegnano più di tanto l’imprenditore e che, almeno nell’immaginario collettivo, generano molte entrate con il minimo sforzo. 

L’utopia dell’impresa “automatica”

La caccia a questo tipo di attività è un vero fenomeno di settore, quasi un caso studio. Per alcuni aspiranti imprenditori rappresenta una chimera, la massima espressione di libertà economica e il primo passo verso il sogno del reddito passivo. Mi rendo conto che l’idea di aprire un’attività che non richieda la presenza dell’essere umano possa avere un certo tipo di appeal. Quale imprenditore non sogna di starsene in qualche spiaggia caraibica a sorseggiare cocktail mentre sul suo conto bancario entrano soldi senza alcun tipo di sforzo? Il fatto è che, come dicevo, questo tipo di business è un vero e proprio mito: molti lo cercano, ma nessuno lo trova. E c’è un motivo.

Il valore della motivazione e degli obiettivi

Quello che dovrebbe essere chiaro a chiunque si avvicina al mondo del franchising, e al fare impresa in generale, è che qualunque attività, non importa il settore, richiede tempo ed attenzioni. Qualcuna meno di altre certo, ma nessuna ne è completamente esente. Quando decidi di avviare un’attività e di metterti in proprio devi mettere in conto che ti aspetta molto lavoro. Non solo, ma il rischio d’impresa ti ricorda che non è neanche così scontato che tutta la tua fatica porti poi ai risultati sperati. Ecco perché è importante avere la giusta aspirazione. L’aspettativa che un imprenditore ha verso la sua impresa lo definisce appieno. Il motore che lo muove si trova proprio nella motivazione e negli obiettivi che l’imprenditore stesso si prefigge nel medio e lungo termine. Fa parte di quelle variabili intangibili che molto spesso vengono trascurate e che invece segnano concretamente la differenza tra successo e fallimento

Il facile guadagno rappresenta un miraggio

Sono la passione, la voglia di raggiungere un traguardo, la perseveranza nella realizzazione di un’idea ad essere le vere fondamenta di ogni progetto. Il guadagno che ne deriva molto spesso non è che una utile, piacevole e sicuramente importante conseguenza. Chi si ostina nella ricerca del business facile, del guadagno automatico, in genere non sempre sa davvero quello che sta cercando. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone con poca esperienza e che vengono spinte verso questo tipo di attività da falsi miti e da informazioni decisamente poco attendibili. Del resto i guru del reddito passivo sono sempre in agguato, è facile ammaliare qualcuno con la promessa di un guadagno facile.

Il lavoro e l’impegno portano alle imprese di successo

L’aspetto positivo è che questi aspiranti imprenditori ben presto rinsaviscono da soli. Molti si rendono conto dell’impossibilità di concretizzare un progetto simile e abbandonano l’utopia del business automatico non appena approfondiscono le dinamiche di questo settore. I più accaniti invece spesso restano delusi, perché imperterriti puntano all’obiettivo fino alla fine, molto spesso arrivando ad apertura dopo aver investito molto più del previsto, e si ritrovano con un negozio che a stento chiude in pareggio. Perché c’è poco da fare, se non ti dedichi anima e corpo alla tua impresa, se non apporti costantemente linfa, nessuna attività alla lunga regge. Quando decidi di metterti in proprio, devi essere pronto a spenderti costantemente. Devi essere presente in ogni fase, per pianificare strategie, seguire i tuoi clienti, aggiornarti, fare marketing, fidelizzare, migliorarti e seguire costantemente le mutazioni di mercato. Nessuna attività è esente da questo tipo di processo. Mettiamoci l’anima in pace, per chi vuole fare impresa seriamente non ci sono scappatoie.

Foto di Bianca Jordan su Unsplash

OCL

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