L’arte italiana e i suoi primati

arte primati

di Giosuè Prezioso

Ci sono alcuni record solo italiani che riguardano il meraviglioso mondo dell’arte. E in un momento come questo, di ripresa e riscatto, guardiamo la grandezza del nostro paese. Diamo allora uno sguardo all’arte italiana e ai suoi primati a partire dall’opera (venduta) più costosa al mondo. In molti forse l’avranno sentito, d’altronde ha scritto la storia. Il 15 novembre 2017, infatti, il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci è battuto all’asta, da Christie’s, per 450,312,500 ($). L’acquirente – a lungo rimasto anonimo – non è anch’egli italiano, ma, con orgoglio, l’investimento record nel settore è stato puntato su un’opera distintamente italiana. 

La prima donna artista della storia

In un mondo in cui si parla tanto di coinvolgere le donne e renderle maggiormente partecipi nella società, ricordiamoci che la prima donna artista della storia è italiana. Nonostante sia complesso definire quando e come un’artista donna sia stata battezzata come tale, formalmente, per la storia dell’arte, è Artemisia Gentileschi (1593) ad essere diventata la prima donna artista, accedendo alla prestigiosa Accademia del Disegno di Firenze. Tale ingresso rappresenta storicamente l’ufficiale formalizzazione e nomina di un’artista definibile come tale. E la prima accademia di belle arti della storia è l’Accademia del Disegno di Firenze, che non è stato solo il luogo di battesimo della prima donna artista della storia, ma anche, secondo l’Enciclopedia Britannica, la prima forma di accademia di belle arti della storia.

Il nostro patrimonio artistico

Come menzionato, è complesso stabilire dei record. Tuttavia, seppur non pienamente, l’Italia detiene altresì il record per l’opera d’arte più vista e fotografata al mondo: la Gioconda di Leonardo. In molti storceranno il naso e aggrotteranno la fronte: la Gioconda è francese, al Louvre. Vero. Ma è altresì vero che Leonardo era italiano, così come il soggetto, il paesaggio e il committente. Un primato condiviso – per essere precisi, dunque. Il Louvre rimane nell’arena – e letteralmente. A spodestare il famoso museo dal podio mondiale per numero di visite, infatti, è il Colosseo. L’Anfiteatro Flavio, nel 2019, secondo il noto sito TripAdvisor, ha registrato il numero più alto di registrazioni degli utenti, classificandolo così come il monumento più visitato al mondo. La definizione del primo museo della storia è un record senz’altro delicato da stabilire, soprattutto perché, sin dagli albori, il collezionismo e la musealizzazione hanno caratterizzato diverse civiltà e culture ancestrali. Tuttavia, secondo il Museums of the World sono i Musei Capitolini ad essersi configurati come la prima collezione pubblica della storia – iniziata da Papa Sisto IV nel 1471. A seguire, secondo la stessa lista, furono i Musei Vaticani.

Italiani, popolo di artisti e inventori

E chi è il primo artista e storico dell’arte della storia (moderna)? Davvero difficile a dirsi. A fare e scrivere di arte, infatti, abbiamo attestazioni ancestrali. Tuttavia, secondo una più formale – e forse didattica – visione del mondo dell’arte, Giotto e Vasari si configurano come i padri dell’arte più ricorrenti nella bibliografia di settore. Entrambi nati in pieno Umanesimo e Rinascimento, gli stessi hanno goduto infatti di un’attenzione, memoria e apprezzamento, che forse, in periodi più acerbi, non hanno consentito ad altre figure di emergere con eguale successo e riconoscimento. Le figure dell’artista, dello storico dell’arte e del critico come la intendiamo oggi, dunque, nascono in Italia. Inoltre, con accademie, artisti, storici dell’arti, critici e committenti, la storia dell’arte italiana vanta innumerevoli invenzioni, tecniche ed effetti. Fra le più note si annovera di certo la prospettiva associata a Filippo Brunelleschi (1413), architetto e artista a tuttotondo. Fu lui, mediante tale scoperta, ad aprire numerosi orizzonti artistici, architettonici e immaginifici. A Piero della Francesca, invece, si deve la prima scena di notturno nella storia della pittura occidentale – con il Sogno di Costantino (1458-1466). A Leonardo – fra le innumerevoli creazioni – si deve la sperimentazione e applicazione della prospettiva aerea e dello sfumato. Quest’ultimo elemento risulta caratteristico delle sue opere e molto imitato in tutta la storia dell’arte. Meno artistica, ma sicuramente golosa, è la ricetta di un geniale e tuttavia poco noto artista fiorentino: il Buontalenti, che nel tardo ‘500, alla corte dei Medici, introdusse al mondo la ricetta del gelato

Una creatività senza fine

Una creatività senza fine quella italiana, che ha creato anche il primo evento globale interamente dedicato alle arti. La celeberrima ‘Biennale di Venezia’ non è solo famosissima per il red carpet, le dive e l’allure dei suoi eventi prestigiosissimi. Fondata nel 1895, la Biennale è infatti il primo evento al mondo, su scala globale, ad essere interamente dedicato alle arti – dalle arti visive, al cinema e l’architettura. Il suo brand è così potente, che oggi esistono ‘biennali’ in tutto il mondo. Per citarne alcune, San Paolo (Brasile), Sharjah (Emirati Arabi), Gwangju (Corea del Sud) e l’Avana (Cuba). Infine, non potevamo che chiudere con un’opera recente, contemporanea e in fieri. The Walk ok Peace, l’opera d’arte più lunga al mondo mai realizzata da un singolo artista che, lunga cinque chilometri, attraverserà tre comuni: dal pontile di Forte dei Marmi al Cinquale e Poveromo. L’opera sarà realizzata dal giovanissimo artista Luca Fruzzetti (26 anni) e rappresenterà un esteso arcobaleno catartico nell’era COVID. 

Foto di Antonella Salvatore

OCL

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