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job hopping

Rubrica di orientamento al lavoro di Antonella Salvatore

Per bisogno, o per semplice desiderio di cambiare, sono sempre più numerosi i lavoratori che ricorrono al job hopping. Un fenomeno destinato a diventare ancora più diffuso a causa della pandemia.

Job hopping, vantaggi e svantaggi

Job hopping vuol dire saltare da un lavoro all’altro, cambiare occupazione, e questo accade mediamente ogni due anni. Un fatto comune a molti, in particolare ai più giovani, tipico dei millennials soprattutto nei paesi con un mercato del lavoro flessibile. Tra i vantaggi di questa pratica troviamo l’opportunità di sviluppare numerose competenze e venire in contatto con ambienti di lavoro diversi. Questo permette anche di arrivare ad avere una buona rete di contatti e conoscere persone con background e caratteristiche diverse dalle nostre. Tuttavia, i job hoppers faticano a sviluppare un’approfondita conoscenza del settore, dato che si trovano spesso a cambiare azienda, scenario e occupazione. Inoltre, i datori di lavoro non vedono sempre di buon occhio questa eccessiva flessibilità al cambiamento. Se da un lato il job hopper dimostra di sapersi adattare e di essere accomodante, dall’altro deve evitare di essere percepito come una persona poco affidabile. Ancora peggio poi, quando il job hopping viene inteso come la strada per la ricerca di costante aumento di salario.

Foto di Caleb Woods su Unsplash

OCL

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