Un caffè con la prof.

Rubrica di orientamento al lavoro di Antonella Salvatore

Ad un colloquio di lavoro vi hanno mai chiesto “quante finestre ci sono in questa città”? oppure “quante palline da tennis riuscite a far entrare in un’auto”?

La domanda strana al colloquio di lavoro

Sono sempre più frequenti le domande, apparentemente strane, durante un colloquio di selezione. In questo caso, qual è l’obiettivo di chi si occupa di ricercare candidati? Il selezionatore vuole esplorare diversi aspetti. Come reagisce il candidato quando si trova sotto pressione e in che modo affronta la risoluzione dei problemi. Alcune persone, infatti, potrebbero essere portate a chiedere spiegazioni, o a non dare alcuna risposta. Un candidato preparato riesce a riflettere, prova a fare dei calcoli, indica che ovviamente il numero di palline all’interno di un’auto cambierebbe da auto ad auto. Si tratta di una utilitaria? Di un SUV? E poi, ipotizziamo che non vi sia nessuno all’interno del veicolo, neppure il guidatore? Ovviamente, diciamo la verità, né il selezionatore, né il candidato, possono sapere quante palline entrano esattamente in una qualsiasi automobile, a meno di non fare calcoli e analisi di un certo tipo. Ma qui non si tratta di fornire una risposta esatta. La domanda riguarda piuttosto il saper reagire per trovare una soluzione e quali risorse attiviamo per il problem solving.

Foto di Tim Gouw su Unsplash

OCL

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