Un caffè con la prof.

comfort zone

Rubrica di orientamento al lavoro di Antonella Salvatore

Tutti vorremmo restare nella nostra comfort zone perché essa implica assenza di ansia e di paura.

Come uscire dalla propria zona di comfort?

Lo stesso coronavirus ci ha costretti ad uscire dal nostro guscio. Abbiamo dovuto gestire le nostre paure e affrontare situazioni che non avremmo mai gestito se avessimo potuto scegliere. Ma non dobbiamo attendere una pandemia per imparare ad osare. Per abbandonare la propria zona di comfort il primo consiglio è quello di prendere l’iniziativa e uscire dalla nostra routine, facendo qualcosa di diverso. Possiamo provare a cambiare la strada per il ritorno a casa, oppure cimentarci in qualcosa che prima non avremmo mai fatto (cucinare torte, fare jogging, iscriverci ad un corso di lingua…). Ma uscire dal guscio significa anche imparare ad ascoltare gli altri, cambiare la prospettiva e pensare a cosa faremmo se noi fossimo gli altri.

Perché dobbiamo abbandonare le nostre certezze?

Innanzitutto perché ci aiuta ad adattarci alle situazioni che mutano. Chi resiste meglio, non solo in epoca di pandemia, sono proprio coloro abituati mentalmente al cambiamento. Quelli che non hanno paura di esporsi, che sanno prendere l’iniziativa e non temono di fallire. Inoltre, uscire dal guscio ci consente di utilizzare il pensiero laterale, e non solo quello verticale, aiutandoci ad essere più creativi. E, infine, abbandonando le certezze acquisiamo self-confidence, sicurezza in noi stessi, e vinciamo i nostri timori.

Foto di Coen Staal su Unsplash

OCL

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