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Rubrica di orientamento al lavoro di Antonella Salvatore

Quando vogliamo cambiare lavoro, o quando siamo costretti a farlo, come può essere in un momento di crisi economica, dobbiamo fare un audit.

Che cos’è un audit professionale?

Parliamo di audit professionale per intendere quell’analisi delle nostre competenze che dobbiamo necessariamente fare prima di ogni cambio di carriera. A cominciare dalle nostre soft skills. Quelle competenze trasversali che ci rendono unici, ad esempio la nostra attitudine a lavorare in team, piuttosto che le nostre doti relazionali o, ancora, la nostra capacità di organizzazione o di comunicazione. Le soft skills indicano chi siamo e come ci comportiamo sul posto di lavoro. Ma un audit professionale non può prescindere dalle nostre hard skills, che sono le nostre competenze tecniche. Cosa sappiamo fare? Ad esempio, siamo capaci di parlare una lingua straniera, oppure abbiamo esperienza nelle ricerche di mercato, oppure ancora siamo esperti nella gestione delle risorse umane. Ma sono competenze tecniche anche quelle relative all’analisi finanziaria, alla capacità di sviluppare programmi di formazione, piuttosto che la definizione dei processi all’interno di un’azienda. Potrei continuare, lavori e attività sono infiniti.

Competenze che abbiamo e che vorremmo avere

Ultimo, ma non ultimo, includiamo nell’audit professionale le skills in cui siamo carenti e che vorremmo sviluppare meglio. Un audit completo  richiede anche sapere quali sono le nostre carenze, e definire un piano di lavoro. Quali skills vogliamo migliorare, in che modo ed entro quanto tempo? In conclusione allora, in era covid e post-covid, l’audit professionale diventa uno strumento fondamentale per migliorarci e andare avanti nel mondo del lavoro.

Foto di Kelly Sikkema su Unsplash

OCL

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