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Quando è nata la robotica?

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di Andrea Bellezza

Meglio tardi che mai, qualche cenno storico ed etimologico, aiuta a contestualizzare il nostro viaggio sui robot. Quando è nata la robotica? Potremmo cominciare addirittura in era precristiana. Dalle macchine greche, ripercorrendo tutto l’excursus degli automi. Per brevità ci atteniamo alla letteratura, che concepisce la suggestiva epopea degli automi solo come preludio alla robotica moderna, su cui ci concentriamo.

Grazie ai robot, “non ci sarà più bisogno di lavorare

Robot deriva dalla parola ceca robota, che significa ‘lavoro duro, forzato’ e compare per la prima volta nel 1920, nel romanzo drammatico ‘R.U.R.’ con, manco a dirlo, i risvolti distopici in cui le macchine si ribellano e sottomettono gli umani. Tema che ritornerà molto spesso e che ancora oggi tiene banco. Toccanti le parole del robot ‘Life’, che dice degli uomini. Resteranno senza lavoro. Ma poi non ci sarà più bisogno di lavorare per nessuno. Tutto verrà fatto dalle macchine e l’uomo farà solo ciò che più gli piace. Vivrà solo per perfezionarsi. A questi replica il personaggio umano, l’architetto Alquist che, chissà se più arguto o incontentabile, confessa: Perché non è più necessario il dolore, perché l’uomo non deve fare più nulla, tranne che godere… Oh, che paradiso maledetto è questo! (…) non c’è niente di più terribile che dare alla gente il paradiso in terra.

Dai romanzi ai vari settori industriali

Di romanzo in romanzo è l’indimenticato Isaac Asimov che ammanta il termine robot di quell’accezione moderna che ancora oggi utilizziamo. Nel 1942 infatti, il romanziere e chimico parla per la prima volta di robotica. Ciò con circa 20 anni di anticipo rispetto al primo braccio industriale ad opera della General Motors. E ben 30 anni prima di Watbot-1, il primo robot completamente antropomorfo della storia, creato dalla Waseda University di Tokyo. Nei decenni successivi l’utilizzo delle macchine si è diffuso in molteplici settori. In campo medico, con l’avvento nel 1985 di Puma350, robot a supporto delle operazioni chirurgiche, e nell’aerospazio, con Mars in aiuto alle spedizioni dal 1997. 

L’incontro con l’intelligenza artificiale

Altra svolta significativa è a fine millennio. Per la proficua accelerazione nella convergenza tra robotica ed intelligenza artificiale, con l’integrazione di algoritmi di machine learning negli ambienti software dei robot. Ed è questo ancora il tema principale di sviluppo, con team multidisciplinari. Ebbene si, non solo ingegneri e informatici, che si dedicano alla progettazione di soluzioni sempre più efficienti e sofisticate. Pensiamo alla nanorobotica, alle neuroscienze computazionali, oppure alla chimera, o forse no chissà, dell’androide completamente antropomorfo, capace di apprendere e di relazionarsi, dotato di cognizioni ed emozioni.  

L’ingresso dei robot nella nostra vita quotidiana 

In questi anni assistiamo alla crescente diffusione di soluzioni che imperversano in svariati campi. Robotica per l’educazione, per l’intrattenimento, per l’assistenza medica e sociale – date un’occhiata in Giappone – fino a, chi l’avrebbe mai detto, robot da compagnia e da relazione sentimentale, tuttora già in commercio.

Foto di Philipp Katzenberger su Unsplash

OCL

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