L’arte dell’organizzazione

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di Leonida Valeri

Quante persone hanno in mente di scrivere, imparare a dipingere, intraprendere qualcosa di nuovo per realizzare sé stesse in ambiti diversi, mettersi in gioco e uscire dalla comfort-zone? Domanda retorica. Sono tante, ovviamente. Però c’è sempre un ma di mezzo. Che riguarda il tempo. La dimensione temporale guida le nostre vite. Il time management, infatti, è una delle soft skills più ricercate dalle aziende al momento dell’assunzione. Già, perché la capacità di far fruttare il proprio tempo, è essa stessa una competenza professionale. Ne parliamo con Serena Maffia, 40 anni, scrittrice, pittrice, insegnante, mamma. Al suo attivo ci sono 31 libri, fra saggi, romanzi, testi di racconti, di poesie e opere teatrali (tutte messe in scena). Una sua mostra di pittura dedicata alle donne è in stand-by a Roma: ha aperto e chiuso a causa del maledetto covid. Un’altra, intitolata «Mostropoeta», con cento ritratti di scrittori, filosofi, poeti ha girato l’Italia per anni e sarà premiata a settembre a Spoleto. «C’è un solo modo di dimenticare il tempo: impiegarlo», scrisse Baudelaire nei Diari Intimi.

Quando ha iniziato a scrivere?

«I miei libri vengono pubblicati da quando avevo circa 18 anni. Ho cominciato presto anche a dipingere. Porto avanti queste due passioni, che sono diventate attività professionali, assieme a quella dell’insegnamento dell’arte».

Come organizza il suo tempo, fra vita professionale diversificata in più settori?

«Con la programmazione. Sul mio smartphone organizzo la mia vita a tempo indeterminato, fin quando è possibile. Scrivo tutto ciò che devo fare e aggiungo anche le cose dell’ultim’ora. Divido giorni e orari, contrassegnando le tematiche con dei colori diversi. Alcuni giorni sono dedicati alla pittura e altri alla scrittura. Un’ora dopo pranzo, in genere dalle 15 alle 16, scrivo, non al pc, ma usando penna e taccuino. Mi dedico alla pittura tre volte a settimana, solitamente il pomeriggio, al ritorno dall’insegnamento, per quattro ore circa. A volte di più, fino alla sera, nel mio atelier. Poi rientro e sto con mia figlia che ha nove anni, ma spesso porto anche lei con me, mentre dipingo».

La sua agenda, in fondo, è come una tavolozza…

«Ebbene sì. L’attività dell’insegnamento è il rosso mattone, il verde prato per la pittura e scrittura, il giallo limone per le cose da fare in più, tipo le bollette da pagare o i giri per gli uffici. Quando non esistevano gli smartphone, usavo un tabellone sul quale scrivevo tutto, e per gli imprevisti appiccicavo dei post-it gialli. Sono molto metodica. Appunto ogni cosa».

Come concilia creatività e metodicità? Se il giorno fissato per la pittura non ha voglia di prendere i pennelli?

«Se in quel momento non riesco a dipingere, non ho spirito creativo, ne approfitto per riordinare i materiali, o magari per occuparmi degli aspetti organizzativi di una mostra o di qualsiasi attività collaterale che riguardi, però, sempre il settore».

E per quanto concerne la scrittura?

«Se sto descrivendo dei personaggi, che nel frattempo vivono nella mia mente, non riesco a lasciarli e vado sicuramente avanti. Lo stesso accade se mi trovo a correggere dei testi: non riesco a staccarmene e procedo anche se quel giorno non sono, diciamo, al top».

Quindi l’attenzione è sempre focalizzata sull’obiettivo…

«Mi piace terminare le cose. Devo arrivare alla fine, anche quando sono impegnata alla playstation o a un nuovo videogioco, ad esempio con mia figlia. Voglio raggiungere l’ultimo livello, scoprire cosa c’è e cosa accade».

Quali consigli darebbe a una persona – giovane o matura che sia – interessata a realizzarsi in qualcosa di nuovo, pur non avendo molto tempo?

«Due consigli. Il primo è l’organizzazione: contare e dividere le ore a disposizione. Il lavoro deve avere un inizio e un termine, e tutte le forze devono confluire nell’arco temporale stabilito. Poi, all’ora programmata, bisogna interrompere: non puoi andare avanti a oltranza, altrimenti ti esaurisci. È necessario trovare del tempo anche per noi stessi, per ricaricarci. Ed è importante aver riposato bene, prima di intraprendere un lavoro, e condurre una vita equilibrata, pure dal punto di vista dell’alimentazione. Il secondo consiglio è quello di approcciare la nuova attività come fosse un gioco, scoprire l’aspetto del divertimento che ci attrae per raggiungere con scioltezza l’obiettivo».

I progetti nel breve termine?

«È prossima l’uscita di tre libri: due romanzi (di cui uno, “La sua ragazza”, è stato già annunciato da OCL, ndr) e un saggio di pedagogia sulla comunicazione efficace ai ragazzi con bisogni educativi speciali».

Foto di Serena Maffia

OCL

One thought on “L’arte dell’organizzazione”

  1. Cara Serena, ti seguo con grande passione da diversi anni.Sono ammirata per il notevole livello artistico e umano:Complimenti. In questa intervista non hai sbagliato un colpo.Sei straordinaria!Spero proprio di incontrarti presto : mi interessano molto le tue ultime pubblicazioni.

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