L’equilibrio post Covid

equilibrio

di Serena Selvarolo

Sono tanti i cambiamenti che in questi ultimi mesi hanno modificato la nostra vita. Alcuni di essi hanno prodotto un effetto relativo solo ai due mesi di lockdown, altri ce li porteremo con noi, presumibilmente, ancora per qualche tempo. Infine, ce ne sono alcuni che resteranno con noi perché, determinando un reale cambiamento, forse, li rimandavamo da troppo. Quelli che ci stiamo lentamente lasciando alle spalle riguardano, per lo più, costrizioni dovute all’emergenza sanitaria, mentre gli altri non sono altro che comportamenti prudenti in grado di permetterci, giorno dopo giorno, un graduale ritorno alla normalità.

“Dietro ogni problema c’è un’opportunità”

Diceva Galileo Galilei. Un’affermazione sentita e letta in ogni forma per rendere più comprensibile, accettabile e superabile, la crisi mondiale dovuta alla pandemia. Questo è quello che è successo a molti italiani che sono riusciti a cogliere l’opportunità data dal lockdown apportando un cambiamento positivo nei propri stili di vita.

Le opportunità del web

Con i contatti sociali ridotti al minimo, il web e la tecnologia digitale, si sono trasformati per tutti, da finestra virtuale a orizzonte reale sul mondo. Hanno, infatti, rappresentato l’unico modo di mantenere viva la nostra stessa natura di essere “animali sociali”, per citare Aristotele. Il digitale, ha reso possibile vedere parenti, fidanzati e amici, permettendoci di condividere le paure, le incertezze del difficile momento ma anche di ridere, giocare, sperimentare nuove possibilità fino ad allora viste con sospetto per scoprire che rappresentano, invece, impensate opportunità di evoluzione. Grazie alla necessità di mantenere le relazioni, svolgere attività di prima necessità senza il bisogno di uscire, sono state moltissime le persone anziane che hanno preso fiducia e imparato a utilizzare la tecnologia e il web. Inizialmente visto come un grande limite, le generazioni dei senior, anche detti baby boomers, hanno infatti determinato una vera impennata dell’utilizzo della rete durante il lockdown. È quanto emerge dall’analisi delle ultime settimane svolta da parte dell’istituto di ricerca GFK, dove si afferma che i maggiori utilizzatori delle tecnologie digitali sono stati proprio i cittadini italiani più anziani, registrando un +16% di tempo dedicato al digitale rispetto alle generazioni più giovani. Questa apertura sta consentendo la riduzione del gap generazionale attivando anche un nuovo flusso di competenze in cui i più giovani si mettono a disposizione dei più anziani, agevolando il loro accesso al web, riscoprendosi per una volta nel ruolo di insegnanti dei propri genitori o nonni.

Un nuovo equilibrio

Se volessimo guardare il Covid da un punto di vista differente, potremmo vedere ciò che in pochissimo tempo è stato in grado di fare: fermare la nostra corsa incessante. Credo che ognuno di noi in uno dei tanti momenti di riflessione della quarantena, ha affermato tra sé e sé che lo stop forzato fosse necessario per ristabilire un equilibrio. Rimarranno impresse negli occhi di tanti le immagini del silenzio delle città e, ancor di più, quello della natura che si riappropria di tutti gli spazi che l’uomo le ha tolto. Ogni volta che indosso la mascherina, per una frazione di secondo penso che nel recente passato l’utilizzo di questo dispositivo lo indossavamo per proteggerci da agenti esterni come la presenza di polvere eccessiva o altri elementi pericolosi presenti nell’ambiente. Oggi usiamo la mascherina per proteggerci dai nostri simili così come loro da noi. Un ribaltamento di paradigma che, forse, è la chiave di lettura per questa nuova normalità che ci è stata data. La graduale ripresa delle attività lavorative, ludiche, sportive e, soprattutto, il distanziamento sociale, ci stanno dando l’opportunità di rientrare nella vita in punta di piedi. Il rispetto per le gravissime perdite subite, la privazione della più grande conquista dell’uomo moderno – la libertà – devono necessariamente produrre un cambiamento strutturale. Uno scatto evolutivo verso un modo di vivere concretamente sostenibile, un nuovo umanesimo come viene da tanti definito. Il perché, mi sembra chiaro, è l’unico modo che può consentire la conferma della vita su questo nostro meraviglioso pianeta ed è nelle nostre mani.

Foto di Martin Sanchez su Unsplash

OCL

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