Covid, l’impatto sui giovani

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di Giorgia Conte

La Fase 2 della gestione dell’emergenza sanitaria dettata dalla pandemia Covid-19 ha dato il via libera all’apertura di tante attività. Allo stesso modo, gli Italiani hanno avuto la possibilità di uscire di casa più liberamente, visitare congiunti e affetti stabili, tornare alla propria residenza. Tuttavia, ci sono delle categorie di persone sulle quali la quarantena e la recessione mondiale hanno avuto un impatto maggiore rispetto ad altre. Fattori psicologici, sociali ed economici convergono nel creare una situazione di disagio e malessere generale nella popolazione giovanile.

Gli aspetti economico-lavorativi

Secondo un articolo presentato all’inizio della pandemia globale, a Marzo, dalla Youth Unit per conto delle Nazioni Unite, l’impatto dell’emergenza sanitaria sul lavoro dei giovani sarebbe stato molto forte. Coloro che hanno dai 15 ai 24 anni sono già quattro volte più predisposti alla disoccupazione rispetto agli adulti. Inoltre, molto probabilmente, i cambiamenti portati dal Coronavirus intaccheranno a breve e lungo termine anche la qualità dei loro lavori: il 77% dei giovani si occupa di lavori informali, non sanciti da contratti vincolanti. È importante notare che l’impatto su qualità e quantità delle occupazioni è e continuerà ad essere maggiore per coloro che operano nel settore dei servizi e dei lavori manuali. Per i Millennials questa sarà la seconda crisi finanziaria globale in solo 12 anni, e potrebbe minare i loro tentativi di inserirsi nel mondo del lavoro e avviare una carriera nel modo appropriato.

L’impatto sul sistema educativo-culturale

La pandemia globale del Coronavirus sta avendo un impatto senza precedenti anche sui sistemi educativi. La situazione potrebbe causare conseguenze sociali devastanti in termini di interruzione dell’accesso all’istruzione e disparità dei livelli di apprendimento tra studenti appartenenti a diverse classi sociali. La chiusura delle scuole, infatti, che in Italia si potrebbe prorogare fino a settembre, crea seri disagi a bambini e ragazzi che vivono una situazione economico-sociale critica. Molti, infatti, non hanno accesso agli strumenti digitali necessari per continuare a seguire le lezioni online, o ne hanno solo uno da spartire con altri membri della famiglia. Se la situazione dovesse continuare ancora a lungo ci sarebbe il rischio che alcuni studenti, ove la loro età lo permettesse, decidessero di abbandonare gli studi.

La vita sociale

Si deve considerare anche l’impatto che la quarantena ha avuto sulla socialità dei giovani. Con le scuole chiuse e l’impossibilità di vedere amici e conoscenti, i ragazzi sono stati quasi tutto il tempo a casa. Per gli adolescenti il contatto umano con i loro coetanei è fondamentale per scambiare opinioni, sviluppare la propria personalità e aumentare l’autostima. C’è anche da pensare che molti ragazzi hanno vissuto per più di due mesi solo con i propri genitori, o con uno dei due, non avendo quindi nessun confronto con i loro coetanei, fondamentale per una fase di crescita così rapida come l’adolescenza. Inoltre, non ci si deve dimenticare di tutti quei ragazzi che sono rimasti nelle loro stanze in affitto, lontani dalla famiglia e dagli affetti. Sia per motivi etici che lavorativi ed economici, molti fuorisede hanno infatti deciso di restare nelle loro sistemazione temporanee, spesso soli e senza nessun supporto. Tutte queste situazioni possono portare a dei forti traumi psicologici, come il disturbo acuto da stress.

Sicuramente la pandemia ha cambiato radicalmente le abitudini di tutti coloro che hanno vissuto in quarantena. Tuttavia, su alcune categorie di persone, tra cui i giovani, l’isolamento ha avuto un impatto maggiore. Esso si può analizzare dal punto di vista economico, ma anche educativo e sociale. Si spera quindi che la Fase 2 e il rientro alla nuova normalità possano giovare a chiunque, ponendo le basi per una ripresa veloce, sotto tutti i punti di vista.

Foto di Devin Avery su Unsplash

OCL

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