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Franchising, cos’è e come funziona

franchising

di Andrea Ciancarelli

Il franchising è una delle migliori opportunità di business e uno dei metodi più diffusi per l’avvio di piccole e medie imprese. Eppure in Italia ne sappiamo ancora poco. Sono molti i misunderstanding che girano intorno a questa formula che spesso viene fraintesa con forme di finanziamento o di co-gestione aziendale. Proviamo allora a fare chiarezza partendo dalle basi. Cerchiamo di capire il franchising e perchè può rappresentare una vera e propria opportunità.

Di cosa si tratta?

Il franchising è uno specifico tipo di contratto, regolamentato dalla legge 129 del 2004, con il quale un franchisor, il titolare di un’azienda, concede ad un franchisee, o affiliato, i diritti di utilizzo del proprio know-how e del proprio brand, unitamente ad una serie di servizi utili allo sviluppo della sua specifica attività d’impresa. Proviamo a fare un esempio e ad analizzare la cosa da entrambe le parti. Immaginiamo di avere un’impresa che da tempo lavora in un determinato settore. Come imprenditore, molto probabilmente avrò accumulato una certa esperienza che mi permette di essere competitivo ed efficiente nella mia nicchia di mercato. Nel tempo avrò sviluppato un modo tutto mio di muovermi nel settore, avrò creato un brand che mi contraddistingue, strutturato i miei processi interni e sviluppato una specifica proposta commerciale. A questo punto, se voglio fare un passo in più e far crescere ulteriormente la mia impresa, ho due strade: creare una rete in proprio o sviluppare una rete in franchising, aprendo le porte ad altri imprenditori partner che possano essere interessati ad entrare nel mio settore di mercato sfruttando la mia esperienza e il mio know-how. Questa seconda possibilità mi permetterà di espandere il mio marchio e di far crescere la mia rete senza dover investire direttamente nell’apertura dei vari punti vendita. Saranno infatti gli affiliati, aziende partner totalmente indipendenti dalla mia, ad investire per me. Ovviamente, a fronte del loro investimento, gli stessi partner gestiranno i loro punti e tratteranno gli utili di impresa.

Qual è il mio vantaggio?

Innanzitutto avrò un ritorno diretto perché i miei affiliati dovranno corrispondermi una royalty mensile, fissa o in percentuale, a fronte dell’utilizzo del marchio e dei servizi di assistenza continuativa che fornirò loro nella fase post-apertura. Ma avrò anche più benefici indiretti. Al crescere della mia rete, infatti, crescerà anche il valore della mia azienda (e non sono pochi i franchising che nel tempo vengono acquisiti da un Fondo). Potrò quindi arrivare a monetizzare nel momento di una ipotetica cessione o vendita. Aumenterà poi il mio potere di acquisto nei confronti dei fornitori dai quali, acquistando sempre più prodotti, otterrò sicuramente dei vantaggi dovuti a scontistiche varie ed economie di scala. Anche il brand inizierà a crescere e, se dovessi riuscire a farlo conoscere, potrei perfino rendere anche questo un valore monetizzabile. Insomma, i vantaggi dal punto di vista del franchisor non sono pochi.

E il vantaggio per gli altri?

Proviamo a guardare la cosa dall’altro punto di vista, quello del Franchisee.
L’Italia è in gran prevalenza composta da piccole e medie imprese. Immaginiamo questa volta di voler entrare anche noi nel mercato, di voler aprire una nostra attività. Possiamo essere investitori, interessati magari ad entrare in un mercato che non conosciamo, o imprenditori a caccia di una nuova fonte di reddito, o ancora persone in cerca di lavoro e di un autoimpiego. Anche in questo caso, le possibilità sono due: posso creare una azienda da zero, con tutti i rischi del caso (magari amplificati dalla mia inesperienza nel settore) o posso affiliarmi ad un franchising. L’affiliazione mi permetterà di approfittare dell’esperienza che qualcuno ha già maturato nel settore che mi interessa aggredire e farla mia, “prendendo in prestito” la notorietà del suo brand, la sua impostazione, le sue procedure e la sua assistenza nello sviluppo del mio business. Ovviamente, non sto certo comprando a scatola chiusa. Anzi, la solidità del franchisor deve essere verificata, e può esserlo in molti modi.

Attenti però…

Come in ogni cosa, anche nel franchising esiste un punto debole. Il franchisor ha una grande esperienza nel suo settore, l’affiliato purtroppo no. Ecco allora che questo sbilanciamento nelle competenze tra le due parti può portare a proposte poco trasparenti e, qualche volta, a brutte sorprese. La buona notizia è che spesso è sufficiente un po’ di preparazione (e di buon senso) per saper scegliere un buon franchisor e, perché no, anche un buon affiliato. Del resto in una partnership la scelta è sempre reciproca.

Photo by Iwona Castiello d’Antonio on Unsplash

OCL

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