Donne e tecnologia

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di Giorgia Conte, Digital Marketing Manager

Secondo una ricerca condotta dalla società di consulenza PwC, solo il 27% delle studentesse universitarie intervistate considererebbero una carriera nel settore delle materie STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), rispetto al 61% degli studenti di sesso maschile. In un’intervista tenuta per conto di CxOTalk, Tammy Moskites, ex Managing Director di Accenture, ha affermato che solo il 13% delle persone incluse nella lista di Fortune 500 sono donne. Questo dato è molto basso: corrispondono a lavoratrici impiegate presso circa 65 aziende su 500.

Quali sono i motivi che allontanano le donne dalle materie STEM?

Le ragioni per cui le donne sono meno inclini a scegliere una carriera in ambito STEM sono molteplici. Secondo il report, le donne tendono a non ricevere adeguate informazioni riguardo alle carriere in questo settore. Il 35% delle intervistate ritiene di non aver appreso pienamente quali fossero le opportunità lavorative nel settore tecnologico, in confronto al 16% degli uomini. Inoltre, le ragazze hanno meno modelli lavorativi ai quali fare riferimento, mentre i ragazzi possono nominare moltissimi esempi di uomini di successo nel settore tecnologico. Infatti, l’83% delle studentesse intervistate per il report non sarebbe stata in grado di fornire un nome di donna da tenere come modello per intraprendere una carriera nell’ambito della tecnologia. Tra tutti gli intervistati, invece, il 66% degli studenti erano in grado di nominare almeno un uomo di successo in ambito STEM. La mancanza di esempi di donne che lavorano con la tecnologia porta a pensare che questi ruoli non siano adatti alle ragazze.

Esistono degli esempi di donne di successo in ambito STEM?

Tuttavia, gli esempi di donne che hanno avuto una brillante carriera nel settore tecnologico esistono eccome. Un film del 2016, Il Diritto di Contare, si ispira proprio ad una storia di successo al femminile nell’ambito delle materie STEM. Tre donne afro-americane, impiegate presso la Nasa, riescono ad emergere in un contesto avverso e dominato da figure maschili. Una di loro è Katherine Johnson, la quale, grazie al suo talento con i numeri e la matematica, è stata una figura fondamentale nello sviluppo del progetto che ha portato alla prima spedizione sulla luna. Non molti conoscono Adele Goldberg, informatica e ricercatrice del PARC (Xerox Palo Alto Research Center), che negli anni ‘70 ha contribuito allo sviluppo del linguaggio di programmazione Smalltak-80. Grazie al suo supporto, è stata sviluppata l’infrastruttura ed il design per la sovrapposizione di più finestre nello schermo del computer (Graphical User Interface). Questa funzionalità oggi ci sembra scontata, ma non lo sarebbe senza il contributo di Adele, che ha posto le basi per lo sviluppo dei dispositivi Apple.

La situazione attuale

Attualmente, l’avvicinamento delle donne all’ambito tecnologico non mostra segni di miglioramento, ma di peggioramento. Negli Stati Uniti, ad esempio, siamo passati dal 37% di donne laureate in informatica negli anni ‘80, al 18% nella seconda decade del 2000. Un’intervista condotta nel 2019 a 600 donne che lavorano nel settore della tecnologia ha mostrato che il 42% ritenesse che il gap tra donne e uomini che lavorano in ambito Tech stesse diminuendo. Tuttavia, 4 donne su 10 erano d’accordo con la seguente dichiarazione relativa al settore STEM: “A molte donne sono offerti ruoli di leadership solo per venire incontro alle quote”. Molti governi, infatti, impongono una quota minima di lavoratrici donne all’interno delle aziende.

Avvicinare più studentesse alle materie STEM sarebbe un primo passo verso il loro inserimento nel mondo lavorativo. Considerando che, solo in Gran Bretagna, la domanda per i lavori in ambito tecnologico è cresciuta del 120% dal 2015 al 2018, permettere alle donne di occupare posti di lavoro nei settori STEM apporterebbe benefici sostanziali all’intero mondo lavorativo.

Photo by Christina @ wocintechchat.com on Unsplash

OCL

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