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Rubrica di orientamento al lavoro di Antonella Salvatore

Serve ancora lo Europass CV?

Lo Europass CV, nato all’epoca in Europa per favorire la mobilità dei cittadini all’interno dell’unione, è oggi un curriculum poco amato dalle aziende. Risulta difficile da leggere ed è piuttosto lungo: chi si occupa di risorse umane valuta spesso un CV dalla sua chiarezza.

Il resume americano

Il resume americano, al contrario, è molto più chiaro e snello nelle informazioni, in particolare il cosiddetto resume cronologico. Quest’ultimo si scrive tenendo conto della cronologia delle proprie esperienze, partendo dalle più recenti tornando indietro nel tempo. Il resume americano indica chiaramente il nome del candidato così come i suoi contatti e le diverse sezioni del documento, come quella delle esperienze lavorative o dell’istruzione. Chi scrive ha modo di personalizzare il resume aggiungendo informazioni che possono essere rilevanti per l’azienda. Ad esempio, si possono indicare eventuali borse di studio ottenute oppure raccontare di periodi di studio o lavoro all’estero. Non meno importante, soprattutto per i più giovani, riportare eventuali esperienze di volontariato.

Le ragioni per cui le aziende apprezzano il resume

Il resume è solitamente molto più facile da leggere e comprendere rispetto allo Europass CV. Chi legge riesce a capire in pochi secondi chi è il candidato, cosa sa fare, cosa ha studiato, quindi le sue competenze tecniche. Da ricordare infine che un resume, proprio come un qualsiasi curriculum vitae, indica le nostre hard skills quindi cosa sappiamo fare. Inutile quindi inserire eventuali competenze trasversali che sono più appropriate all’interno di una lettera di presentazione.

Foto di Free-Photos da Pixabay

OCL

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