L’Enigma del Reale

Collezione dipinti galleria

di Gottardo Pallastrelli

Ruggero Poletti (Milano 1926 – Lenno, Como 2012), come molti uomini della sua generazione, ha vissuto intensamente la propria esistenza. Una vita che è stata caratterizzata da passioni profonde che lo hanno portato a diventare, fra l’altro, storico dell’arte, connoisseur, pittore e collezionista. Appassionato di arte antica, a partire dagli anni Cinquanta iniziò a mettere insieme una interessante raccolta di dipinti. Una parte di essi è attualmente esposta nelle splendide sale della Galleria Corsini a via della Lungara a Roma. L’Enigma del Reale – Ritratti e nature morte dalla Collezione Poletti e dalle Gallerie Nazionali Barberini Corsini, a cura di Paola Nicita, fino al 2 febbraio 2020.

L’Enigma del Reale, la mostra a Roma

Si tratta di una piccola mostra che ci offre la possibilità di riflettere sul tema, sempre attuale e affascinante, del collezionismo; rappresenta un’ulteriore tappa nel ciclo di rassegne che la Galleria Corsini dedica a questo argomento. Non potrebbe esserci luogo migliore e più adatto visto il tema costitutivo e identitario delle Gallerie Nazionali di Roma. I dipinti della famiglia Poletti, esposti su pannelli di colore blu, sono inseriti infatti nel percorso museale di una delle più celebri Gallerie settecentesche romane, quella del pontefice Clemente XII, che l’architetto Ferdinando Fuga disegnò proprio per ospitare i dipinti della famosa collezione di Papa Corsini. Questa piccola ma raffinata esposizione dà prova che per organizzare una bella mostra non serve avere necessariamente un elevato numero di opere. Al contrario, quello di cui non si può fare a meno è un progetto scientifico degno di questo nome e coerente con se stesso.

La collezione Poletti

La collezione Poletti, formatasi tra Milano, Londra e Lugano, nasce anche dalla frequentazione di Ruggero – per tutti Geo – con alcuni dei più grandi studiosi del Novecento. Su tutti Roberto Longhi, che gli farà apprezzare e approfondire l’arte di Caravaggio, dei caravaggeschi e della pittura italiana e spagnola del Seicento, quei pittori della realtà, secondo la nota definizione longhiana per l’appunto, che costituiscono il nucleo della collezione. La casa milanese di Poletti in via Cernaia ospitò anche altri studiosi famosi, divenuti nel tempo stretti amici del collezionista, quali Giovanni Testori, Mina Gregori, Giuliano Briganti e Federico Zeri.

Le nature morte

E proprio sulle pareti della sala da pranzo di casa erano appese quelle meravigliose nature morte che sono tra le opere più interessanti della mostra. Tutte esposte “senza cornice, in osservanza di quella modalità tipica degli anni Cinquanta in cui le opere d’arte erano esaltate come testi pittorici autonomi, libere da ogni dispositivo o connotato materiale”, come ci spiega la nota introduttiva della mostra. In particolare una bellissima natura morta con un vaso di peonie e frutta di Bernardo Strozzi, databile al periodo veneziano del pittore, attira l’attenzione del visitatore per le trasparenze del vaso e l’atmosfera “di indefinita astrattezza, derivante dalla Canestra caravaggesca” che domina la composizione.

I ritratti

La mostra si conclude con l’elegante e incerto confronto fra tre opere tutte raffiguranti un noto ritratto di Pescivendolo. Una di esse proveniente dalle Gallerie Nazionali Barberini Corsini, una dal Museo Nazionale di Varsavia e una, ovviamente, facente parte della collezione Poletti. L’ipotesi, tutta da verificare, che possa trattarsi di un ritratto di Masaniello, protagonista della rivolta napoletana del 1647 contro il governo vicereale spagnolo, anch’egli, come è noto, pescivendolo, non fa che aggiungere un’ulteriore suggestione e motivo di interesse ad una mostra di evidente qualità e raffinatezza. Mostra che, peraltro, ci porta a visitare nuovamente le sale di uno dei luoghi più affascinanti di Roma e ammirare quindi, fra le altre opere, quel corrucciato e tenebroso San Giovanni Battista di Caravaggio che ne rappresenta il capolavoro più noto. L’opera, solo temporaneamente, ha lasciato il posto alla Maddalena Penitente della collezione Poletti per essere spostato sulla parete di fronte.

Photo by Andrew Neel on Unsplash

OCL

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