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Vantaggio femminile nell’istruzione

Vantaggio Donne Istruzione

di Antonella Salvatore

L’istruzione secondaria in Italia

Il rapporto ISTAT sull’istruzione mostra che nel nostro paese il livello di studi continua a crescere, ma restiamo comunque ancora indietro rispetto al resto della UE. Complessivamente la popolazione diplomata è pari al 61,7%, una percentuale ancora molto bassa rispetto al 78,1% media europea.

L’università aiuta a trovare lavoro

Con riferimento alla formazione terziaria, ossia l’università, i dati ci dicono che la laurea serve e registra i livelli occupazionali più alti. Chi si laurea ottiene ruoli e lavori qualitativamente migliori e meglio retribuiti; il 78,4% dei laureati tra i 30 e i 34 anni ha un impiego. Tuttavia, completano gli studi universitari solo il 27,8% degli studenti, e nel mezzogiorno si laureano solo 21 ragazzi su 100.

Vantaggio femminile nell’istruzione

Il comune denominatore della istruzione secondaria e terziaria è rappresentato dal vantaggio femminile. Siamo gli unici in Europa, insieme alla Spagna, ad avere più diplomate che diplomati: 63,8% contro 59,7%. Anche dal punto di vista della laurea le donne italiane superano gli uomini: 22,1% contro 16,5%. Ad ogni modo, occorre dire che questa vittoria delle donne nello studio non trova poi corrispondenza nel mercato occupazionale: solo il 49% delle italiane lavora contro una media europea che supera il 65%. Le ragioni, quindi, dell’alta disoccupazione femminile sono anche da ricercarsi nella situazione culturale e sociale del nostro paese. Le donne restano a casa e spesso si sacrificano per la famiglia. In molte regioni del centro sud accudiscono genitori e figli mettendo in secondo piano il proprio sviluppo personale e professionale.

Gli stranieri e la scuola nel nostro paese

I numeri italiani non migliorano quando analizziamo la situazione stranieri. Solo il 47,9% degli stranieri residenti nel nostro paese ha un diploma e solo il 12,4% è in possesso di laurea. Queste persone sono anche coloro che maggiormente tendono ad abbandonare la scuola, 37,6% contro 12,3% di italiani. La nostra situazione sembra molto simile a quella degli altri paesi europei: gli immigrati fanno fatica a trovare una propria dimensione all’interno della società locale. Solo in Inghilterra i livelli di istruzione degli stranieri sono superiori a quelli degli stessi inglesi. Questo è dovuto principalmente a fenomeni migratori iniziati molto tempo prima che nel resto d’Europa e al rapporto tra le ex-colonie e lo stesso Regno Unito.

Meno NEET tra i laureati

Infine, lo studio dei NEET (Not in Employment in Education or Training): il 24,8% dei diplomati è NEET, contro il 20,2% dei laureati. Numeri molto alti che mostrano ancora una volta un grande divario tra sud e nord: 33,8% di NEET al sud contro il 15,6% al nord. Il dato positivo secondo l’ISTAT: è sceso il numero di NEET tra i laureati. Questo conferma quanto detto sopra: la laurea è ancora un ascensore sociale.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

OCL

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