Breaking News

Educazione emozionale

di Silvia De Angeli, writer and blogger

Una valida educazione emozionale si deve basare su due pilastri: empatia e regole.

L’empatia è la capacità di genitori, educatori e insegnanti di connettersi e immedesimarsi nelle emozioni dei bambini.

Per regole si intende invece una serie di chiari e precisi precetti da seguire.

Molti psicologi, tra cui Mariani e Schiralli, sostengono che sia necessaria un’educazione emozionale fatta di “accoglienza e contenimento, desiderio e regole, sintonia e autorevolezza”.

Empatia

L’empatia è un pilastro fondamentale nell’educazione. Gli adulti devono sentire e comprendere i bambini, osservare i loro profondi sguardi per cogliere la loro interiorità.

Recepire quello che un bambino ha da dire è più facile che negli adulti: l’ingenuità dei più piccoli è la loro grande ricchezza.

Ingenuità significa eccessiva fiducia nei rapporti sociali e dunque apertura all’altro e ad apprendere.

Ingenuità significa semplicità, sincerità, schiettezza, spontaneità, innocenza, freschezza… Ingenuità significa libertà.

Empatia vuol dire saper gestire i sentimenti e la rabbia dei bambini senza troppi sforzi o tentativi. Bisogna saper cooperare con loro, facendo loro capire che le emozioni forti sono gestibili.

Emozioni

Un buon educatore deve riconoscere e dare valore alle emozioni dei bambini, spiegando loro la realtà per quello che è, senza costruire mondi illusori che possano poi trasformarsi in delusioni.

Mai sottovalutare l’intelligenza dei più piccoli!

Tristezza e felicità richiedono attenzione, ascolto e comprensione.
La tristezza dei bambini non va eliminata, va invece gestita con tranquillità. Le loro emozioni non vanno mai minimizzate o ridicolizzate. Le loro paure vanno ascoltate.

Mettersi nei loro panni e guardare con i loro occhi aiuta a comprenderli meglio, ad educarli.

Anche la felicità è un’emozione che ha bisogno di condivisione. Gli adulti devono saper cogliere la felicità dei più piccoli, dandogli valore e riconoscendo le cause di questa.

Di fronte ad un problema anche i bambini vanno ascoltati, coinvolti. Bisogna responsabilizzarli, dando precise indicazioni senza sostituirsi a loro. È necessario lasciarli provare, mettersi in gioco e anche fallire.

Impareranno sbagliando e troveranno loro stessi il giusto equilibrio o la soluzione.

Tutti gli adulti, attraverso il loro esempio costante, sono maestri di vita.

Un genitore o un insegnate che sappia ascoltare i bambini insegnerà loro l’arte dell’ascoltare, dell’essere disponibile verso gli altri. E dare valore alle loro emozioni coltiverà la loro sensibilità.

Ascolto, dialogo e cooperazione: i bambini ne hanno bisogno!

Regole

Una valida educazione emozionale si basa su un buon sistema di principi.
Innanzitutto bisogna dare poche ma solide e chiare regole: la confusione non aiuta i bambini, anzi li disorienta.

Le eccezioni devono essere minime e riguardare solo circostanze irrilevanti. E mai usare ricatti mascherati da premi, come: “Se mangi la minestra ti do un cioccolatino”! Certo, non è facile.

L’educazione è il compito più complicato e delicato che esista ma di conseguenza è anche il più appagante.

I bambini devono sapere quello che devono e possono fare e riconoscere quando si tratta di un comando. Genitori ed insegnanti hanno un ruolo da rispettare e lo devono fare per il bene del bambino.

La fermezza dell’adulto e la sua autorità sono essenziali.

Le regole, però, non vanno imposte. I bambini necessitano di spiegazioni chiare, non vanno obbligati o convinti che una regola sia giusta.

Dopo un’adeguata dose di informazioni capiranno loro stessi le ragioni e la necessità di un dovere. Un bambino che ha avuto delle regole solide è un bambino che ha ricevuto attenzioni ed amore e un giorno vi ringrazierà.

Educare dando valore a emozioni e regole è anche una forma di prevenzione di possibili disagi o dipendenze, dall’uso pericoloso di internet sino alle quello di droghe o alcool.

Spiegare ai più piccoli le conseguenze delle loro azioni è essenziale.

L’educazione emozionale si può insegnare a scuola. Basta dare spazio a storie e racconti, organizzare laboratori teatrali o far tenere dei diari delle emozioni…

L’intelligenza e le emozioni sono quel che realmente contraddistingue le persone, non la preparazione didattica.

Solo coltivando le emozioni otterremo il meglio dai nostri ragazzi.

Letture consigliate:
-Nostro Figlio di Mariani e Schiralli.
-Intelligenza Emotiva di Daniel Goleman.

Foto di intographics da Pixabay

OCL

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: