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Sono un giovane artista: quanto valgo?

di Giosuè Prezioso, docente storico dell’arte

Nell’articolo precedente si è cercato di approfondire un aspetto saliente del settore degli ‘operatori culturali’: la loro formazione. E il risultato non è del tutto di successo.

C’è un patrimonio culturale dal potenziale di € 72 miliardi, ma che è circa a metà regime, 48.

Quindi, nonostante servano risorse – soprattutto umane – per raggiungere l’obiettivo, in Italia, per ‘questioni strutturali’ – che partono dalla formazione, scuola e università – l’ascensore è fermo a metà scala.

Se si è analizzato lo stato degli operatori culturali, però, come se la vivono, invece, gli operanti dell’industria?

Da dove inizia la propria carriera un giovane artista?

I giovani artisti e sperimentatori che fungono da ‘api operaie’ del complesso mercato dell’arte: come iniziano la carriera? Dove vanno? Da chi vanno? Quanto ‘valgono’?

Lo chiediamo ad un’ape ‘guardiana’, che, a metà fra il mondo delle creazioni e il complesso mondo dei meccanismi di mercato, ci lavora. Manuela Contino, collaboratrice di Monitor Gallery (Roma-Lisbona), e manager di numerosi progetti culturali in Italia e all’estero.

Qual è la formazione più adatta?

D: Manuela, partiamo dallo stadio precedente all’entrata sul mercato, dalla formazione. Dove si formano, oggi, gli artisti italiani? Italia? Estero? Casi di successo?

R: Gli artisti, specialmente le nuove generazioni, hanno la possibilità di crearsi percorsi di formazione vari.

C’è chi sceglie di frequentare le accademie – in Italia o all’estero, o gli istituti superiori per l’industria artistica, come la NABA e l’accademia di Brera a Milano, oppure Goldsmiths e Chelsea College a Londra. Ma c’è anche chi opta per un percorso universitario.

Il più delle volte ciò non basta.

I giovani artisti sentono il bisogno di muoversi in spazi di scambio e dialogo più ampi e liberi da regole e limitazioni, dunque tendono ad integrare gli studi con esperienze cul campo.

Frequentano ad esempio studi di artisti affermati, o partecipano a programmi di ricerca e scambio dedicati ad artisti, e promossi da istituzioni culturali, fondazioni, o alle volte si organizzano in collettivi per mettersi alla prova e dare visibilità alla propria pratica artistica fin dalla giovane età.

D: Una volta finita la formazione, cosa deve fare un* artista? Da chi va?
R: La varietà di percorso che descrivevo per la formazione, ritengo valga anche per il ‘post’ formazione. Sono diverse le strade percorribili.

Le occasioni di esperienza e lavoro

Numerose possibilità sono offerte dai programmi di residenza sia a livello nazionale che internazionale, che consentono agli artisti di viaggiare ed entrare in contatto con curatori, istituzioni pubbliche, spazi indipendenti, fondazioni, oltre all’opportunità, naturalmente, di condividere esperienze e conoscenza con altri artisti e ricercatori.

Un altro momento fondamentale per un artista è lo studio visit, che consente di presentare la propria ricerca artistica a curatori e a galleristi, creandosi la possibilità di essere inseriti in mostre collettive o piccole personali.

Anche alcuni premi d’arte – come il Maxxi Bulgari Prize, il Premio Cairo, Talent Prize, DucatoPrize e Future Generation Art Prize – sono sicuramente un mezzo per mettersi in gioco e farsi conoscere.

Ottenere un riconoscimento importante per un artista emergente può fare la differenza, anche per il suo futuro mercato.

I paesi/mercati più interessanti per gli artisti

D: Qual è il paese in cui un’ artista italiano può lanciarsi bene sul mercato (inclusa l’Italia)?

R: Sebbene affacciarsi ad un mercato straniero per un artista italiano non sia un’impresa semplice – specialmente se non si è già creato un establishment a casa propria, o se non si è sostenuti in maniera adeguata – ritengo che oggi l’artista possa avere a sua disposizone degli strumenti interessanti per lanciarsi su altri mercati.

E non penso ad un paese specifico, o a un mercato dell’arte locale, ma inquadrerei la questione in una dimensione sempre più globale, per cui oggi puoi vivere e lavorare in Europa, e magari ottenere, con il tuo lavoro artistico, successo in Asia.

Uno di questi strumenti è la ‘mobilità’ spesso favorità da appositi programmi europei, o anche da premi e grant supportati da istituzioni italiane che nascono con l’obiettivo di promuovere gli artisti italiani all’estero – vedi ad esempio l’Italian Council promosso dal Mibac.

I processi di inserimento in un mercato estero sono indubbiamente facilitati dalla galleria di riferimento, soprattutto quando questa è in grado di supportare i costi e l’impegno di fiere importanti a livello internazionale.

Fra questi citerei, nell’ambito di artisti emergenti, casi come Liste (Basilea), Independent (NYC), Paris Internationale e la sezione ‘PresentFuture’ e ‘New Entry’ di Artissima.

Anche scegliere di trasferirsi in paesi in cui la professione dell’artista è maggiormente riconosciuta e dunque agevolata – quali il Belgio, la Norvegia o la Francia – può mettere gli artisti in condizioni più favorevoli per portare avanti e migliorare la propria ricerca artistica e internazionalizzarla.

Come si calcola il valore di un artista?

D: Ho creato delle opere. Come faccio a capire se ‘valgono’? Come formulo un prezzo? Quante e quali tasse pago (in Italia)?

R: Il processo di valorizzazione di un’opera è legato in parte alle logiche del mercato dell’arte, che spesso seguono le dinamiche di un mercato poco lineare, e in parte alle logiche di un sistema composito, formato da collezionisti, gallerie, musei e case d’asta.

Chiaramente la formulazione del prezzo è data anche da fattori più intrinsechi, quali la qualità del lavoro, il numero di edizioni in cui è prodotto, l’esperienza e la reputazione dell’artista.

Parlando in particolar modo di pittura, o di fotografia, esiste il calcolo del coefficiente, che si esprime in una semplice formula matematica.

Il valore del coefficiente viene misurato sul CV dell’artista, la sua esperienza e il suo potenziale a crescere con il tempo.

Prendiamo per esempio un artista emergenete – a cui di solito si applica un coefficiente fra 2 e 4 – a cui applichiamo 2.

La formula prevede il calcolo della base (i centimetri), a cui va addizionata l’altezza, che poi si moltiplica per il coefficiente e poi per 10. Meno verbalmente, per una tela 100 x 100 avremmo: 100 + 100 x 2 x 10 = € 4.000,00.

Alle volte non si utilzza questa regola e si applica una politica del prezzo adeguata al mercato – e di accessibilità, specialmente se si parla di artisti emergenti.

Fare l’artista in Italia?

Il sistema di tassazione sull’arte rappresenta ancora una questione su cui c’è molto da lavorare in Italia.

Ciò vale per gli artisti che non sono inquadrati in un regime fiscale definito, ma anche per il sitema di tassazione delle opere d’arte – che non usufruisce di regimi fiscali agevolati (ed è quindi di solito tassato al 22%).

D: Ultima domanda: una ragione per rimanere in Italia e fare l’artista, un’altra per andare.
R: Qui o altrove, al di là delle geografie, la ragione per continuare a fare l’artista è trovare la possibilità di miglioramento e di ottenere riconoscimenti.

Photo by bruce mars on Unsplash

OCL

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